Il Tirreno

Pisa

«Restare in maggioranza è impossibile»

«Restare in maggioranza è impossibile»

Parlano Fornai e Cecchetti (Sel). Nocchi e Ferrante (Pd) a sostegno delle scelte del sindaco

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Raggiunti telefonicamente, anche Paolo Fornai e Francesco Cecchetti, rispettivamente coordinatore comunale e provinciale di Sel, commentano lo scenario di Danti dimissionario: «Ne discuteremo nel partito a strettissimo giro, ma la nostra idea è che la permanenza nel centrosinistra a Pisa diventerebbe molto difficile. Siamo convinti che il sindaco Filippeschi abbia fatto sull’aeroporto un’importante e giusta battaglia. Per noi, però, sarebbe problematico rimanere in maggioranza se si concretizzasse il sì alla fusione tra Sat e Adf, nel momento in cui si spendono 150 milioni di soldi pubblici per la pista a 2400 metri a Firenze, un’opera economicamente dannosa per Pisa e con un impatto ambientale drammatico sulla Piana fiorentina, quando invece tali soldi potrebbero essere spesi in opere più urgenti per i cittadini ».

A sostegno del sì alla fusione, e a fianco della linea del sindaco, i segretari provinciale e cittadino del Pd, Francesco Nocchi e Andrea Ferrante. «Oggi l’interesse pubblico prioritario - scrivono in una nota - è il mantenimento del valore delle partecipazioni e di un ruolo attivo nella nuova società pur se in minoranza. Valutare e comportarsi da soci non contraddice le ragioni che hanno avuto la difesa di un diverso progetto d’integrazione e l’opposizione alla vendita delle azioni».

«Condividiamo per questo - aggiungono - l’impostazione data dal sindaco Filippeschi: in uno scenario nuovo, anche per far valere quelle ragioni, gli interessi del nostro territorio, si deve ottimizzare l’interesse pubblico e non conviene prendere posizioni di bandiera isolate e sterili. È importante ci sia conferma di un piano che mette nero su bianco una vocazione distinta e non concorrenziale per i due aeroporti. Gli analisti hanno espresso un motivato e ineludibile parere positivo sul progetto di fusione e hanno illustrato negativamente l’alternativa alla fusione, cioè la costituzione di una holding a partecipazione esclusiva del socio privato maggioritario, che dunque eserciterebbe ogni potere strategico, lasciando alle società di gestione solo funzioni operative, e che priverebbe gli altri soci di ogni potere di controllo. Che vantaggio avrebbero Pisa e i soci pubblici che la rappresentano - concludono - dall’essere totalmente estromessi dalle sedi di decisione effettiva degli indirizzi strategici?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze