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Pisa

Pensionata muore, colletta nel quartiere per pagare il funerale

Pensionata muore, colletta nel quartiere per pagare il funerale

Il decesso venerdì sera, il corpo resta in casa per tre giorni La figlia: «Non avevo i soldi per far portare via mia madre»

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PISA. “'A morte è una livella”, diceva Totò, che azzera tutto e porta tutti allo stesso livello. Nemmeno la morte, però, oggi riesce ad azzerare le diseguaglianze sociali.

Daniela Dell'Ira, 66 anni, colpita da un infarto, è deceduta venerdì sera nel suo alloggio popolare di via Marzabotto, nel quartiere di Gagno. Per quasi tre giorni la salma è rimasta adagiata sul divano di casa: sua figlia Debora Andreotti, 36 anni, disoccupata, unica familiare, non ha i soldi per pagare un'agenzia funebre privata né riesce ad assicurare il trasporto al cimitero con il servizio gratuito offerto dalla Pubblica Assistenza tramite convenzione con il Comune.

Palazzo Gambacorti è, infatti, chiuso nei giorni festivi e la Pubblica Assistenza, intervenuta dopo la chiamata, non può muovere il corpo della defunta senza l'autorizzazione degli uffici comunali. L'alternativa è un esborso di circa 1.500 euro. Alla fine il quartiere si mobilita, raccoglie i soldi necessari e grazie alla disponibilità di un privato, l'agenzia funebre “Bianchi”, la salma viene rimossa dalla casa e trasportata al cimitero di via Pietrasantina.

«La Pubblica Assistenza mi ha assicurato il trasporto della salma gratuito – racconta Andreotti -. Sabato mattina mi sono rivolta agli uffici di via Bargagna, ma mi hanno detto che gli uffici comunali erano chiusi e bisognava aspettare la riapertura per l'autorizzazione. L'opzione era un funerale a 1.500 euro o il trasporto in una cappellina a 120 euro al giorno in attesa della richiesta al Comune». Soldi di cui Andreotti non dispone. Il quartiere si mobilita. Amici, vicini e il Comitato di Gagno iniziano una raccolta fondi. In poche ore riescono a raccogliere circa 600 euro. Sabato pomeriggio si rivolgono al privato (che ne chiede 950) «che sistema – dicono dal quartiere – in modo decente la salma», ma non ha a disposizione una cappella e viene lasciata in casa. Mentre continua la raccolta fondi nel quartiere per raggiungere la cifra richiesta, ieri pomeriggio la salma viene trasportata al cimitero di via Pietrasantina, ma l'odissea continua. La bara è in attesa della sepoltura.

«All'inizio mi è stata chiesta la somma di 700 euro per la sepoltura – continua Andreotti –, poi, facendo presente la situazione, circa 450». La donna si rivolgerà ai servizi sociali per chiedere un aiuto e cercare una soluzione. «Abbiamo organizzato una colletta per tamponare la situazione – continuano dal quartiere –, adesso dobbiamo aiutare Debora e non riusciamo a raccogliere soldi anche per la sepoltura» «Non è la prima volta che veniamo incontro a famiglie con problemi economici. Circa sei mesi fa, sempre a Gagno, per un'altra persona deceduta abbiamo seguito lo stesso approccio per aiutare i familiari in difficoltà». Michele Bianchi è il titolare dell'omonima agenzia di onoranza funebri. Quando gli hanno chiesto una mano non si è tirato indietro. «Purtroppo queste situazioni sono sempre più frequenti – aggiunge –. Per quello che è possibile cerchiamo di aiutare le famiglie che non ce la fanno, anche per una questione di umanità e di dignità». Riguardo al caso della pensionata, Bianchi si è offerto di pagare la tomba alla figlia. «Sono già d’accordo con la figlia – dice –. Nel caso in cui il Comune non l’aiutasse per l’acquisto della tomba a terra, mi farei carico io di saldare il conto. Poi con calma mi restituirà i soldi».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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