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Pisa

Morde un carabiniere per evitare l’arresto

Morde un carabiniere per evitare l’arresto

Controlli antidroga a Coltano: marocchino bloccato mentre tenta la fuga. Fermato anche un amico

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PISA. Cerca di mordere un carabiniere per fuggire a un arresto. Ma la reazione mordace non gli evita le manette. È successo a Coltano dove i militari hanno arrestato due persone, un italiano e un marocchino, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Si tratta di Andrea Libardo, 37 anni, di Livorno e Ahamd Jarmouni, 23 anni, senza fissa dimora. Libardo è stato anche denunciato per guida sotto effetto di stupefacenti e l’auto su cui viaggiavano sequestrato.

Al maghrebino, capace di prendere a morsi un braccio di un militare, viene contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale.

L'episodio è avvenuto nelle campagne di Coltano, nel tempo diventate ritrovo di pusher marocchini che utilizzano gli ambienti isolati per spacciare approfittando delle condizioni offerte dalla pineta e dai numerosi sentieri e vie di fuga.

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile sono entrati in azione di sera fermando una Fiat Punto grigia, già più volte segnalata in zona. L'auto, percorrendo, via dell’Idrovora, si è avvicinata verso una postazione ben conosciuta sia dai militari che dai numerosi acquirenti di droga.

I carabinieri, appostati in zona su un'Alfa 159, quando hanno visto la Punto farsi avanti, si sono messi di traverso: in un attimo i due militari si sono lanciati contro gli sportelli di passeggero e guidatore, per impedire ogni via di fuga. Alla guida c'era Libardo, mentre sul lato passeggero sedeva Jarmouni, appartenente a una conosciuta famiglia già segnalata nelle attività di spaccio a Migliarino, via dell’Arnaccio e Tirrenia.

Libardo non ha opposto resistenza, mentre il nordafricano, quando i militari hanno aperto lo sportello, ha più volte cercato di mordere al braccio il carabiniere per fuggire.

Al centro dell’abitacolo, tra i due sedili, è stata rinvenuta una palla di cocaina che per i militari sarebbe servita per l’attività “lavorativa” della nottata. Circa 10 grammi la quantità di stupefacente sequestrato, che avrebbe potuto essere suddiviso in una cinquantina di dosi. Il sostituto procuratore di turno, Giancarlo Dominijanni, ha disposto per il marocchino senza fissa dimora la custodia cautelare in carcere, mentre il livornese attenderà la convalida agli arresti domiciliari.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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