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economia e fisco

Fatture e Iva: stangata per le ditte di impianti, costruzioni e pulizie

di Daniele Benvenuti
Edilizia e indotto i settori più colpiti dalla modifica all’Iva
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Edilizia e indotto i settori più colpiti dalla modifica all’Iva

Il “reverse charge” è tra le misure anti-evasori del governo. Interessate migliaia di aziende a Pisa e provincia: «Siamo penalizzati»

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PISA. Sono quasi 15.000 le imprese dei settori costruzioni, pulizie, demolizioni e impiantistica di Pisa e provincia a rischio stangata dopo l’introduzione dei nuovi metodi di fatturazione in vigore dal 1° gennaio. L’allarme arriva dalla Cna pisana che martedì 10 organizza un seminario nella propria sede alla Fontina per spiegare i confini di applicazione alla luce anche delle richieste di correzione e semplificazione avanzate all’Agenzia delle Entrate da Cna nazionale. Nel mirino degli artigiani due modifiche: la “reverse charge” e lo “split payament”. La “reverse charge” o “inversione contabile” è un particolare meccanismo con il quale l’Iva viene direttamente versata all’Erario dal soggetto che riceve il servizio e non più pagata al fornitore nella fattura; meccanismo introdotto nella legge di stabilità per evitare il fenomeno dell’evasione Iva. In concreto per le imprese è una ulteriore mancanza di liquidità nelle proprie casse, considerando che comunque l’imposta sul valore aggiunto veniva incamerata in attesa poi del versamento. Iva che, inoltre, poteva essere assorbita da quella che l’impresa a sua volta aveva pagato nell’acquisti di beni e servizi.

“E’ evidente l’intento di colpire l’evasione - spiega il vicedirettore Cna Maurizio Bandecchi - proposito che condividiamo in pieno. Non è però accettabile che, per combattere pochi evasori, il governo abbia scelto di penalizzare migliaia di imprenditori onesti e corretti che lavorando con gli enti pubblici, nell’edilizia, nell’impiantistica, nelle pulizie e in alcuni comparti della distribuzione organizzata vedono maturare crediti Iva talmente alti che non è possibile compensare. Questi meccanismi, inoltre, impongono anche una procedura burocratica onerosa per il rimborso dei crediti che legittimamente spettano alle imprese e con tempi d’attesa troppo lunghi».

L’impossibilità di incassare l’Iva sulle vendite, sempre secondo Cna, genera uno squilibrio nella gestione finanziaria delle imprese che operano nei settori coinvolti dalle modifiche; addirittura per evitare di accumulare crediti con l’Erario, il cui recupero è lungo e oneroso, diventa vantaggioso effettuare gli acquisti all’estero in regime di esenzione. Ancora più paradossali, sempre secondo l’associazione degli artigiani, gli effetti per coloro che lavorano stabilmente con le amministrazioni pubbliche che «continuano a vivere il dramma dei pagamenti in ritardo - dice ancora Bandecchi - e che a marzo dovranno affrontare il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, introdotta anche per combattere l’evasione dell’Iva. Proprio per questo deve escludere l’applicazione del reverse charge; infatti o la trasparenza è garantita dalla fatturazione elettronica oppure non serve e quindi rappresenta l’ennesimo inutile costoso adempimento per le imprese. Per questo - conclude il vicedirettore Cna - chiediamo con urgenza al governo di correggere il tiro evitando di attaccare indiscriminatamente tutte le imprese per colpire gli evasori».

Sul tema si tiene un seminario martedì 10 (ore 17) nella sede della Cna, in via Carducci 39, località La Fontina, Ghezzano. Il programma prevede saluti e introduzione di Barbara Vannini, presidente dell’Unione Costruzioni Cna Pisa e di Marco Ammannati, presidente Unione Installazione e Impianti Cna Pisa. Alle 17,30 relazione tecnica di Francesco Avella, Cna Servizi Pisa. Alle 18.15 il dibattito con il coordinamento del vicedirettore Cna provinciale, Maurizio Bandecchi.

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