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sanità

Cisanello, in dodici ore oltre 250 accessi al pronto soccorso

Cesare Bonifazi Martinozzi
Cisanello, in dodici ore oltre 250 accessi al pronto soccorso

Pazienti e familiari costretti ad attese lunghissime. I medici: «Facciamo il possibile, ma la situazione è pesantissima»

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PISA. In dodici ore 255 accessi al triage di Cisanello. Un afflusso che i medici del pronto soccorso di Pisa definiscono una crisi. Considerando che la media è di 350 nell'arco di 24 ore, si può ben immaginare quali siano stati ieri i disagi: code lunghissime all'accettazione, difficoltà a ricoverare i pazienti, malcontento e attese interminabili.

«Aspettiamo da più di 13 ore – dice una signora - sono arrivata alle 3 della notte (di domenica, nda) al pronto soccorso perché mio marito ha vomitato sangue. Gli hanno fatto tutti gli esami, però ora è su una barella nel corridoio e aspetta di essere ricoverato. Io e mia figlia ci diamo il cambio per stargli vicino nel caso in cui abbia bisogno di qualcosa».

«Mio padre – racconta un'altra – è arrivato alle 18 di sabato e ancora non ci hanno fatto sapere quando lo ricovereranno. Medici e infermieri sono stati gentili e disponibili. Ci rendiamo conto che stanno facendo tutto il possibile, però l'attesa è snervante: ci hanno detto che non ci sono posti e che dobbiamo aspettare».
Sulle sedie della sala d'attesa, almeno quaranta persone, familiari e amici, e c'è chi, estenuato dalle ore passate in ospedale, prova a dormire un po', aspettando di essere chiamato per qualche novità. Un concentramento che si può spiegare per il fatto che all'ospedale di Pisa arrivano anche persone da altre città: Pontedera, Livorno, Lucca.

Ieri 8 febbraio alle 16 quindici pazienti erano ancora senza un posto letto e altri ventitré in attesa di essere visitati. I picchi di accesso si sono registrati nel pomeriggio di sabato con 44 casi arrivati tra le 17 e le 18 e nella mattinata di ieri 8 febbraio dalle 10 alle 13 con 64 richieste.

«Il problema si è verificato anche per la gran quantità di codici rossi: ben sette solo nella mattinata di ieri – dice Stefano Lusso, medico del pronto soccorso - A questi si sono uniti tantissimi codici gialli, che hanno comunque un alto livello di criticità».

Un groviglio di emergenze difficile da districare: per smaltire un po' l'ingorgo, alcuni pazienti, che vengono da fuori Pisa, sono stati trasferiti in altri ospedali.

«L'unica cosa che possiamo fare – continua Lusso - è assistere tutti, cercando di tenere a bada il malcontento. Non è facile: bisogna visitare chi arriva, stabilizzare le situazioni più critiche, controllare chi è già stato visitato e, intanto, cercare un posto a chi deve essere ricoverato. Oggi (ieri, nda) il problema del sovraffollamento è acuto, ma non è una novità: stiamo vivendo questa situazione dai primi giorni dell'anno».

Dal primo gennaio ci sono stati 650 accessi in più rispetto allo stesso periodo del 2014. 41 codici rossi in più, 379 codici gialli e 331 codici verdi; sono diminuiti solo i codici bianchi. Registrate 210 insufficienze cardiache e 285 insufficienze respiratorie in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Gran parte dei pazienti che si sono recati al triage sono ultrasessantenni: «A geriatria abbiamo 18 posti letto. Tra venerdì e sabato sono state ricoverate 17 persone – dichiara il direttore Fabio Monzani - In questo periodo dell'anno i pazienti più anziani soffrono di patologie respiratorie, dovute anche alla stagione che poi si ripercuotono sulla circolazione e sul cuore».

Il dottor Eugenio Orsitto, direttore del Dipartimento emergenza accettazione (Dea), analizza le statistiche e spiega: «Il nostro ospedale attira di più rispetto ad altri della zona perché abbiamo molti reparti iperspecialistici. Siamo stati costretti ad avvisare il centro del 118 di Pontedera di inviare le persone presso le strutture circostanti, nel caso non ci sia bisogno di un elevato grado di specializzazione».
 

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