Il Tirreno

Pisa

Ora Putignano si divide anche per il sottopasso

di Francesco Loi
Ora Putignano si divide anche per il sottopasso

Si accende il dibattito tra residenti su come superare il passaggio a livello «Avanti con i lavori». La replica: «No, prima un attraversamento pedonale»

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PISA. Ancora il muro non c’è, ma Putignano è comunque diviso. Non solo dal vecchio passaggio a livello. Ora è la costruzione del nuovo sottopasso carrabile, come da accordi tra Ferrovie e Comune, che fa discutere e solleva polemiche. Attraversamento pedonale sì o no come alternativa? E soprattutto quando realizzarlo? Con quali soldi? Due le posizioni in campo, sostenute da personaggi assai conosciuti nel quartiere: Juri Dell’Omodarme, consigliere comunale del Pd; e Carlo Scaramuzzino, presidente dell’assemblea regionale di Sel, oltre che presidente del circolo Arci di Putignano. Dove, alcuni giorni fa, si è svolto un incontro pubblico alla presenza anche di due assessori comunali.

Il nuovo sottopasso. La questione è nota: il quartiere è storicamente diviso in due dal passaggio a livello, lungo la linea ferroviaria per Firenze, che si trova nella centrale via di Putignano. Per superare questa divisione è prevista la realizzazione di un sottopasso carrabile, a distanza di circa 500 metri, tra via delle Bocchette e via Ximenes. Il progetto dovrà essere predisposto dalle Ferrovie. Invece, nel punto in cui ora si trova il passaggio a livello, sarà innalzata una barriera (un muro o una recinzione) per motivi di sicurezza. Quello che tanti residenti del quartiere non vogliono. O, almeno, chiedono che vi sia prevista un’opera che permetta di scavalcare l’ostacolo della ferrovia (ad esempio, una passerella).

No al muro. «Murare il centro del quartiere è un errore imperdonabile ed irreversibile», dice Scaramuzzino. Che ha fatto all’amministrazione comunale due proposte. La prima: «Qualunque sarà la decisione di Comune e Ferrovie, al centro del paese va comunque realizzato subito un intervento pedonale leggero, a costo ragionevole, per evitare che le persone che devono attraversare a piedi il paese per andare in chiesa, al circolo, alle poste, alla fermata del bus, al centro medico siano costrette a fare un chilometro a piedi, di cui la metà in mezzo a campi». La seconda: «Nessuno può pensare di murare il passaggio a livello prima che siano state realizzate le opere sostitutive».

Avanti con il progetto. «Putignano è stufo di discussioni e promesse, occorre andare avanti con le priorità e realizzare gli interventi necessari e urgenti che sono il sottopasso carrabile-ciclopedonale e il ripristino del doppio senso di marcia in via Putignano e via Immaginetta», ribatte Dell’Omodarme. «Davvero interessante e curioso - aggiunge - che oggi, dopo oltre 25 anni, a Putignano qualcuno voglia rimettere di nuovo tutto in discussione». I problemi del quartiere, dice il consigliere comunale, «hanno una storia, Putignano è costretto a convivere tra ferrovia e Fi-Pi-Li, oggi c’è un’opportunità concreta di ridare un futuro al paese con un collegamento carrabile e ciclopedonale: vogliamo perdere questa opportunità?».

Un quartiere diverso. Il ragionamento di Dell’Omodarme è basato sui cambiamenti avvenuti in questi anni nel quartiere. Da un lato, tra Fi-Pi-Li e Ferrovia i servizi scolastici (materna, nido, elementare, media), una palestra comunale, l’ex circoscrizione (con la novità che da poco è possibile fare anche le carte d’identità), gli impianti sportivi, il cimitero, la chiesa, il circolo Arci, la Posta, gli studi medici ed i negozi rimasti. Tra Ferrovia e l’Arno lo sviluppo con il nuovo centro residenziale e di servizi dei “Lavaggi” dove abitano numerose famiglie e ci sono servizi e negozi. Mentre su via Scornigiana, al confine con Ospedaletto, sono stati aperti vari esercizi commerciali.

Basta ritardi. Di fronte a questo “decentramento” e «per facilitare la fruizione dei servizi pubblici e privati presenti in tutto il quartiere, tenuto conto che le esigenze cambiano rispetto a trenta anni fa», secondo Dell’Omodarme «se oggi non ci sono le risorse per fare tutte le opere che sarebbero auspicabili, occorre dare priorità alla realizzazione delle infrastrutture che colleghino nel modo migliore sia dal punto di vista carrabile che ciclopedonale. Putignano non ha bisogno di ennesimi ripensamenti e ritardi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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