Italia
Impiegata uccisa da una malattia a 47 anni
La donna lavorava al call center della Vodafone a Ospedaletto. In tanti ai funerali celebrati a Campo di San Giuliano
PISA. Ha perso la sua battaglia contro la malattia nonostante l’orgoglio e la voglia di lottare che tutti le riconoscevano. Una folla si è radunata per porgere l’estremo saluto a Samanda Bianchi, l’impiegata del call center Vodafone di Ospedaletto che si è spenta all’età di 47 anni lasciando il marito Giulio e la figlia.
I funerali sono stati celebrati ieri alle 15 nella piccola chiesa di Campo, dove tanta gente si è raccolta invadendo anche il sagrato già dalle prime ore del pomeriggio.
Nelle prime panche i compagni di scuola della figlia con in mano un fiore bianco che poi hanno depositato in modo composto sulla bara al termine della funzione funebre.
Breve ma intensa l’omelia di don Luca, rotta a tratti dall’emozione. «Non ci sono parole – ha esordito il parroco – per descrivere cosa alberga in questo momento nei nostri cuori. Samanda ha avuto una forza straordinaria nel gestire la malattia che in tanti neanche sapevano».
Familiari, parenti, amici, e colleghi, tutti stretti in un partecipato dolore che ha raggiunto il suo culmine quando un’amica ha inteso leggere alcune righe di estremo saluto.
«Non dimenticheremo - ha pronunciato con voce rotta dall’emozione – la forza celata nelle tue parole e nel tuo sguardo. Eri e rimani una donna speciale che continuerà a vivere in noi anche se rimani nascosta ai nostri occhi».
Samanda viene ricordata come una donna riservata e silenziosa ma con un grande carattere come racconta don Luca Facchini, sacerdote della parrocchia di Campo.
«Sono arrivato in paese da poco più di un anno – afferma il sacerdote - e non conoscevo bene Samanda come del resto altri parrocchiani. Ma dai pochi incontri avuti ho sempre avuto la percezione che fosse una donna forte, decisa e generosa al tempo stesso».
Al termine della funzione funebre la salma è stata trasportata al cimitero di Pisa di via Pietrasantina per poter essere cremata.
Sulla pagina di Facebook Samanda aveva aggiornato la sua foto di copertina lo scorso 23 novembre con una foto in bianco e nero legata al passato che ritrae una figura femminile in posa sulla battigia. Un cappello a larghe tese oscura il volto e forse anche i pensieri di una donna che forse già guardava dove altri non vedevano.
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