Il Tirreno

Pisa

il condominio della paura

Giovane terrorizza i vicini a suon di aggressioni e minacce

Una volante della polizia davanti alla questura
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Una volante della polizia davanti alla questura

Numerose famiglie di un condominio di case popolari si stanno organizzando per chiedere ad Apes il trasferimento collettivo

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PISA. Numerose famiglie di un condominio di case popolari si stanno organizzando per chiedere ad Apes il trasferimento collettivo. Il gesto è insieme di protesta e di disperazione: preferiscono andarsene, visto che non si riesce a mandare via l’autore di una serie di episodi che sta rendendo la vita difficile all’interno del complesso. L’uomo, sulla trentina d’anni, è uno straniero in regola con il permesso di soggiorno, ma non assegnatario dell’alloggio popolare: è ospite di una famiglia italiana che vive lì e almeno una volta al mese si rende protagonista di aggressioni fisiche ai condomini, di minacce compiute impugnando armi improprie e di danneggiamenti alla struttura; per ogni episodio ci sono più testimonianze concordanti.

Nei giorni “normali”, invece, il giovane mantiene altissima la tensione con rumori notturni e altri comportamenti. Gli inquilini da mesi segnalano l’accaduto a prefettura, questura, Apes (l’azienda pisana edilizia sociale che gestisce le case popolari in tutta la provincia) e alle altre istituzioni ritenute in qualche modo capaci di influire sulla vicenda. Ma nulla sembra sia ancora successo. Nei giorni di picco le chiamate al numero di emergenza superano anche la ventina: persino gli abitanti dei palazzi vicini, allarmati dalle urla, allertano le forze dell’ordine che ogni volta intervengono per cercare di calmare il soggetto.

In un’occasione la polizia ha portato l’uomo in questura, ma il magistrato di turno non ha trovato gli elementi sufficienti che la legge impone per convalidare il fermo: così, poco dopo lo ha dovuto far rilasciare.

Apes ha vietato alla famiglia ospitante di continuare a far dimorare quell’uomo in casa propria; ma la situazione non è cambiata: lo straniero non va via dal complesso e la convivenza resta sempre molto tesa. Apes, inoltre, ha promesso un incontro con tutti i condomini per spiegare i passi sin qui svolti; agli inquilini però basterebbe solo che la situazione si risolvesse. Per raggiungere questo obiettivo ci vorrebbero le querele delle persone offese; ma le vittime si rifiutano di sporgere denuncia, per paura.

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