Il Tirreno

Pisa

Rota evita il fallimento via libera al concordato

di Pietro Barghigiani

I creditori privilegiati saranno pagati per intero, i chirografari al 12,9 per cento Passivo di 65 milioni di euro contro un attivo di 37 milioni basato su immobili

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PISA. Semaforo verde dal Tribunale all’omologa del concordato preventivo presentato nell’ottobre 2013 dalla “Costruzioni Luigi Rota & Co. Srl”.

È un concordato con numeri che danno il senso di quanto la crisi immobiliare abbia potuto mettere in ginocchio anche realtà imprenditoriali solide come quella della famiglia Rota, protagonista della storia dell’edilizia pubblica e privata in provincia e anche al di fuori dei confini pisani.

Nella procedura, seguita dal giudice delegato dal Tribunale Giovanni Zucconi e sulla quale vigila il commissario giudiziale, professor Francesco Poddighe, figurano la societa di costruzioni "Luigi Rota", la "Luigi Rota Costruzioni" di Rota Massimo & C. e la Ceis costruzioni edili stradali Srl.

I numeri. L’attivo concordatario viene stimato, con diverse svalutazioni prudenziali, sui 37.000.000 di euro, mentre il passivo è stato cristallizzato a quota 65.000.000.

Con l’omologazione del concordato, la società si impegna entro tre anni alla cessione integrale del patrimonio aziendale.

La proposta approvata dai creditori e sulla quale il Tribunale non ha eccepito prevede il pagamento integrale delle spese di giustizia per 951.485 euro; il pagamento integrale dei crediti assistiti da prededuzione per 1.743.923 euro; il pagamento integrale dei crediti assistiti da privilegio mobiliare, entro due anni dalla data di omologazione del concordato per 5.675.498; il pagamento integrale dei crediti assistiti da ipoteca stimati in 23.899.548 euro; il pagamento delle somme dovute ai chirografari fissate in circa 33.000.000 di euro.

Le quote. Le percentuali di soddisfazione nei confronti della massa dei creditori vanno dal cento per cento per i creditori privilegiati che avanzano 29.000.000 di euro. Mentre per i chirografari la percentuale del pagamento è stata stabilita nel 12,9 per cento.

L’attivo. I 37.000.000 di euro di attivo derivano per 33.000.000 da immobili e quasi 3.000.000 per crediti vantati dalla Rota oltre ad altri soldi dovuti a liquidità, partecipazioni azionarie e macchinari.

Il patrimonio, sparso tra le province di Pisa, Lucca, Livorno (anche all’Isola d’Elba) e Firenze, conta 75 immobili residenziali, 19 fabbricati di diversa destinazione e 21 terreni.

Cantiere da ultimare. C’è poi il cantiere di Gello a Pontedera che la società vuole ultimare per includerlo nel patrimonio da mettere sul mercato in modo da ricavare risorse per saldare le pendenze con i creditori.

Si tratta di tre lotti residenziali per un valore attuale di 2.120.000 euro. Per un lotto, quasi terminato, di 8 villette, la Banca di Pisa e Fornacette che ha l’ipoteca su tutto il compendio, si è detta disponibile a finanziare i lavori utili per concludere le opere.

I creditori. L’elenco è composto da 726 posizioni creditorie e mette insieme, tra gli altri, gli 89 dipendenti, decine di professionisti, fornitori, banche, Inps, Inail, Equitalia, diversi Comuni pisani, Agenzia delle entrate.

Le banche. Sono gli istituti di credito i principali creditori della Rota con Mps che guida, in assoluto, la classifica con 2.970.000 euro. A seguire Unicredit con 2.875.000, Cassa di Risparmio di Firenze con 2.527.000 euro, Cassa di Risparmio di San Miniato con 2.141.000 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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