Il Tirreno

Pisa

Danni al tetto della Certosa

di Pierluigi Ara
Danni al tetto della Certosa

I vigili del fuoco costretti a intervenire dopo un crollo causato dal maltempo, la chiesa resterà chiusa

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CALCI. Mentre la neve imbiancava i monti, la pioggia ha continuato a provocare danni. E i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo in Certosa.

Nella giornata di ieri infatti hanno operato attivamente per mettere in sicurezza il tetto, sopra la chiesa principale, dove si è verificato un crollo.

In conseguenza delle infiltrazioni di acqua piovana, la trave principale ha ceduto, alcune tegole della copertura si sono spostate e questo ha posto a rischio i preziosi affreschi del soffitto.

Un grande telone di plastica, delle dimensioni di dieci metri per otto, è stato posizionato dai pompieri i quali hanno assicurato una momentanea stabilità alle strutture.

Quanto accaduto ieri conferma l’emergenza in cui si trova il complesso monumentale le cui criticità sono diventate un problema nazionale.

La chiesa ora dovrà rimanere chiusa ai visitatori per alcuni giorni.

La zona di intervento dei vigili del fuoco interessa la porzione del tempio dove sono i dipinti di Stefano Cassiani. Li eseguì nel 1685.

Il ritratto di questo artista fu posteriormente da altri realizzato ai piedi di una finta colonna, nell’angolo sinistro.

Nel quadro di destra c’è il Martirio di San Giovanni Evangelista e quello di sinistra il Sacrificio dei Santi Gorgonio e Donato. Nella cupola l’incoronazione della Vergine.

Ai peducci le quattro sibille, ai lati delle finestre le virtù cardinali. Elegante nel disegno e pregiato nei marmi, l’altare fu compiuto dopo quasi cinque anni di lavoro, nel 1681, dai fratelli Francesco e Alessandro Bergamini.

L’esecuzione subì l’interruzione di oltre un anno per la rottura di una colonna, sistemata successivamente con abile restauro.

Queste quattro colonne, che sorreggono il timpano, sono di Broncatello Francese.

Sull’architrave interna è posta la data della consacrazione della chiesa: novembre 1760.

Intanto la sovrintendente Paola Raffaella David, la quale insieme al direttore del museo, Severina Russo, e al sindaco Massimiliano Ghimenti, intendono ringraziare pubblicamente chi ha reso possibile il restauro, costato 20mila euro, della “Bibbia di Calci”.

Il “grazie” va a Roberto Gianfaldoni, presidente del Rotary Club Pisa Galilei, ad Alberto Janni, del Rotary Club di Pisa, a Gherardo Ghelarducci, Rotary Club Pisa Pacinotti e a Duilio Mazzeo, Rotary Club Cascina.

Anche la Banca di Pisa e Fornacette ha assicurato un cospicuo contributo, mentre gratuitamente ha offerto la sua opera l’architetto Roberto Martini, nel ricordo del compianto professor Francesco Cardini, che si accorse dell’esistenza dei quattro volumi della Bibbia dimenticati in un angolo del San Matteo di Pisa.

Da giovedì questo straordinario codice miniato del XII secolo, fa bella mostra al grosso pubblico nella segreteria della Certosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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