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San Giuliano chiederà al Parco alloggi per l’emergenza casa
Il consiglio comunale ha votato una mozione all’unanimità Ma il presidente replica: «San Rossore non è un quartiere»
MIGLIARINO. La giunta comunale di San Giuliano interpellerà il Parco di San Rossore affinché riveda il regolamento di assegnazione di immobili a destinazione abitativa in modo che, tenendo conto della situazione di grave disagio economico e di emergenza abitativa presente nel territorio, metta a disposizione dei comuni dell’area le unità abitative inutilizzate.
È quanto prevede la mozione presentata dal gruppo Democratici riformisti, guidato da Marco Balatresi, e approvata all’unanimità dal consiglio comunale mercoledì scorso. «Il Parco non si è confrontato con i Comuni che lo sovvenzionano quando ha approvato il nuovo regolamento per la locazione degli immobili all’interno del parco stesso – denuncia Balatresi -. Ci siamo informati e abbiamo riscontrato che la gestione degli appartamenti è poco trasparente; che ci sono 18 case sfitte, mentre altre sono state affittate con canoni bassissimi. Siamo pronti a condividere questa battaglia anche con le forze politiche di Pisa, dove l’emergenza abitativa è ancora più grave rispetto a San Giuliano».
« In tempi di crisi - continua il consigliere comunale - non possiamo sentirci dire che le case del Parco non sono adatte perché mancano i servizi o perché sono luoghi isolati».
La mozione impegna la giunta a contattare l’Ente e approfondire la vicenda. «Contatterò il presidente Manfredi nei prossimi giorni, ma non credo che gli appartamenti del Parco possano risolvere l’emergenza abitativa a San Giuliano – spiega Franco Marchetti, vicesindaco e assessore alle politiche abitative -. Sono 8 le famiglie a rischio sfratti con esecutività. Servirebbero almeno una decina di case per risolvere l’emergenza. Ma i soldi non ci sono, mentre sono troppe le case sfitte».
Mentre il Comune lavora per trovare un modo per incentivare i proprietari ad affittare gli immobili sfitti, la polemica non si placa. L’Ente Parco, a fine gennaio, ha approvato un nuovo regolamento per la concessione degli immobili della tenuta.
«Ho votato contro questo regolamento perché in un periodo di crisi come questo, il Parco non può ignorare l’emergenza abitativa dei Comuni limitrofi – spiega Luigi Buoncristiani, membro del consiglio direttivo -. Ho chiesto più volte che fossero coinvolti i sindaci. Ciò non è accaduto. Non esiste neanche una lista definitiva degli immobili affittabili».
«È demagogia pura pensare di risolvere questo problema con le case della tenuta – dichiara il direttore Manfredi -. Il parco non è un quartiere qualsiasi, è un’area protetta. Le case sono tutte affittate ai dipendenti, quelle vuote non sono abitabili, necessitano di ristrutturazioni».
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