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Aeroporti, il sindaco: ok fusione ma guai a farla sulle spalle di Pisa
Marco Filippeschi torna a chiedere garanzie sul finanziamento pubblico dello scalo di Peretola In consiglio comunale votato dalla maggioranza un ordine del giorno che sostiene il primo cittadino
PISA. Quando il sindaco di Pisa si augura che il governo garantisca 100 milioni a Firenze per lo sviluppo dell’aeroporto Vespucci, i casi sono due: o sono crollate tutte le certezze o ci sfugge qualcosa. Il tema è la fusione tra le società che gestiscono rispettivamente lo scalo di Peretola e quello pisano; martedì la Sat, alla guida del Galilei, ha in calendario l’assemblea dei soci e la domanda è: cosa farà la minoranza pubblica? Senza garanzie chiederà un rinvio e comunque fino a quel giorno tutte le ipotesi sono in piedi. Questa è la traduzione simultanea, ma siccome in democrazia (e in borsa: Sat è quotata) la forma è sostanza, merita un certo interesse la risposta testuale data dal sindaco Marco Filippeschi.
Che ieri pomeriggio in consiglio comunale ha dichiarato: «Si può anche non decidere». A meno che non arrivino quelle «certezze» di un finanziamento, che al momento non si vedono in maniera ufficiale; o meglio, solo il «privato dominante» si può accontentare che «l’attesa proveniente dal governo sia piuttosto fondata». Mentre «chi rappresenta un’istituzione pubblica non può che affidarsi alle certezze». Sino a quando «non le vediamo, dobbiamo tenerci aperte valutazioni e iniziative prima dell’assemblea».
Nemmeno il neo presidente della Repubblica riuscirebbe a essere così felpato; il capolavoro è non nominare mai la parola “rinvio” che farebbe imbufalire Eduardo Eurnekian e la sua Corporacion, anzi il «privato dominante» (per non nominare nemmeno lui). La questione ormai è chiara: il magnate argentino ha il controllo di Sat e Adf, Aeroporto di Firenze; e ha presentato un piano industriale valido fino al 2028 in cui tutti hanno da guadagnare. Con un piccolo “se”: tutto si regge se il premier Matteo Renzi dà a Firenze i 150 milioni promessi per adeguare il Vespucci; ma al momento sulla carta ce ne sono solo 50.
Filippeschi e la società di consulenza Mrb incaricata dal Comune sono convinti che Eurnekian ci rimetterebbe se chiedesse gli eventuali 100 milioni mancanti a Pisa, quindi non lo farà mai; ma se quei soldi non ci sono, il piano crolla oppure regge fino al 2018: e si può dire sì a una fusione con un orizzonte così limitato? Al netto di questo trascurabile dettaglio, il resto della strada è in discesa; gli advisor di Mrb in consiglio elencano tutte le convenienze: si risparmiano 500.000 euro di costi della doppia quotazione, le tariffe ben definite comportano il «vantaggio che Pisa non dovrà più riconoscere incentivi» alle compagnie low cost, perché «il profilo tariffario scoraggerà» il passaggio di queste a Firenze; il sistema aeroportuale coordinato diventa per Enac «strategico» e così accede ai finanziamenti nazionali; se non c’è fusione Corporacion fa holding e il socio pubblico conta ancora meno; e tanti altri tecnicismi. Insomma tutti elementi che, per dirla sempre con Filippeschi, «possono confortare in assemblea un parere positivo».
Ma in questi cinque giorni può ancora succedere di tutto; il sindaco non esclude di intervenire in assemblea e in questo percorso ha il sostegno del consiglio comunale che ieri a maggioranza ha votato l’ordine del giorno del Pd.
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