Il Tirreno

Pisa

«Chiediamo una casa» e s’incatenano

PISA. «Incatenati per chiedere una vita dignitosa». Gennaro Russo e Veronica Di Palma hanno inscenato ieri mattina una clamorosa protesta davanti alla sede della Società della Salute, incatenandosi...

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PISA. «Incatenati per chiedere una vita dignitosa». Gennaro Russo e Veronica Di Palma hanno inscenato ieri mattina una clamorosa protesta davanti alla sede della Società della Salute, incatenandosi all'ingresso per chiedere un alloggio popolare, dopo anni passati a dormire in auto o in camere di alberghi pagati dai servizi sociali. Lui 57enne originario di Napoli, a Pisa dal 2009, lei 27enne romana ma cresciuta all'ombra della Torre, da alcuni anni convivono tra mille difficoltà: senza lavoro, senza casa e con problemi di salute. La permanenza in un B&B sarebbe alla base della malattia che ha colpito i due oltre un anno fa. «Alloggiavamo in una camera in zona stazione pagata dai servizi sociali (600 euro al mese), ma al terzo mese siamo stati buttati fuori perché il b&b era irregolare - racconta Russo -. In quella stanza, viste le condizioni poco igieniche, ci siamo ammalati di scabbia». La donna da tempo ha bisogno di un intervento alla gamba (è su una sedia a rotelle). Operazione prevista all'ospedale di Bologna, ma poi annullata perché malata. «Senza lavoro non abbiamo i mezzi economici per curarci e senza reddito non possiamo accedere alle case popolari - continua Russo -. Vogliamo una casa e vivere in dignità, ci hanno invece parcheggiati in un albergo (1.200 euro mensili pagati dalla Sds) e se ne fregano della nostra condizione». L'uomo, invalido al 32%, non è nuovo a proteste plateali. Due anni fa, si incatenò ad una colonna delle logge di Palazzo Gambacorti e iniziò uno sciopero della fame per chiedere un incontro con il sindaco. Due mesi dopo minacciò invece di darsi fuoco. Operaio edile, Russo ha perso da tempo il lavoro. Troppo vecchio per trovarne uno nuovo, ma troppo giovane per la pensione, per anni ha dormito nella sua auto, così come la sua compagna. «Non riusciamo a trovare un impiego - aggiunge Russo -. In questi anni ho inviato oltre duemila curricula, ma secondo le aziende sono troppo vecchio per lavorare. Vogliamo uscire da questa situazione: chiediamo un aiuto per vivere dignitosamente». I due sono stati ricevuti dagli assistenti sociali, «che hanno promesso un aiuto per guarire dalla malattia» spiega Russo, e in tarda mattinata hanno lasciato la sede della Società della Salute.

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