Il dolore
Termosifoni spenti al Santoni studenti in classe con le sciarpe
PISA. Termosifoni spenti e aule fredde. Un’altra giornata gelata, ieri, per gli studenti dell’istituto Santoni. I caloriferi sono rimasti spenti a causa del malfunzionamento dell’impianto di...
PISA. Termosifoni spenti e aule fredde. Un’altra giornata gelata, ieri, per gli studenti dell’istituto Santoni. I caloriferi sono rimasti spenti a causa del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento e la temperatura all’interno era di circa 15 gradi. La segnalazione, con relativa protesta, arriva direttamente dagli studenti, da tempo costretti ad assistere alle lezioni con guanti e sciarpe per ripararsi dal freddo. La conferma arriva anche dal dirigente dell’istituto, Marco Salardi.
«È il solito problema dell’impianto generale dell’istituto - sottolinea il dirigente scolastico -. Un impianto vecchio e malfunzionante, con termosifoni che si guastano continuamente e bloccano l’intero sistema di riscaldamento. È il problema di sempre: non è cambiato niente rispetto a pochi giorni fa né è pensabile che cambi qualcosa nei prossimi giorni. Un problema endemico». Gli studenti avevano riscontrato la stessa situazione qualche settimana fa, al rientro dalle vacanze natalizie, anche se non si trattò di un guasto, ma di un ritardo nel riscaldamento degli ambienti. L’associazione Rete degli studenti medi sollevò la questione ricordando che l’intero complesso Marchesi, che ospita l’istituto Santoni, oltre ai problemi al sistema di riscaldamento, è affetto da «numerose infiltrazioni d’acqua dai soffitti, da una massiccia presenza di escrementi e carcasse di piccioni e i pannelli del soffitto sono in un pessimo stato di conservazione».
Le ripetute segnalazioni alla Provincia, competente sull’istituto, hanno prodotto soluzioni tampone. Motivo? Mancano i fondi per un intervento radicale nell’impianto di riscaldamento che andrebbe rimosso e sostituito con una nuova struttura. Prima dell’estate 2014 la Provincia ha speso 18.000 euro per sistemare uno degli innumerevoli acciacchi dell’impianto. Che ha due particolarità capaci di renderlo oltre che fragile anche complesso: la prima è che è stato realizzato sotto terra; la seconda è che non esiste una mappa delle tubazioni. Tradotto: la ricerca del guasto, sempre in agguato, è affidata alla memoria storia di qualche tecnico della Provincia che con l’esperienza degli anni sa, più o meno, dove intervenire, anche senza cartografie. Per ovviare all’ultimo disagio che lascia al freddo studenti e personale scolastico, l’ente di piazza Vittorio Emanuele provvederà a sostituire uno dei quattro bruciatori, quello messo peggio, per una spesa di almeno 30.000 euro. Una toppa per tirare avanti ancora qualche mese, ma che non risolverà il problema delle basse temperature nell’istituto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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