Il Tirreno

Pisa

Pineta abbattuta Ora gli ambientalisti temono il cemento

di Adolfo Lippi
Pineta abbattuta Ora gli ambientalisti temono il cemento

Lavori lungo l’Aurelia fra Torre del Lago e Migliarino Italia Nostra annuncia una denuncia contro Parco e Salviati

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PISA. Una rasoiata potente, imprevedibile, ha spappolato la storica pineta di Migliarino, lungo l'Aurelia che da Torre del Lago va verso Vecchiano di Pisa. In un sol colpo centinaia e centinaia di pini, querce, lecci, tutto ciò che creava un habitat unico sono stati abbattuti, segati, resi legna da ardere e materia per le cartiere. Un affare per i proprietari del bosco. Un disastro per gli animali che vivono di cortecce tenere. Uno scandalo per gli ambientalisti. Ma che adesso per iniziativa dell'avvocato John Gattai, mente di "Italia Nostra", sta per diventare una denuncia, per violazione del codice penale, articolo 734, per alterazione del patrimonio naturale.

È venuto da Roma a dar rinforzo alle sue tesi Nicola Caracciolo, consigliere nazionale di "Italia Nostra", presidente della sezione toscana del medesimo sodalizio, giornalista notissimo e colto.

Caracciolo è venuto a fare un sopralluogo a Migliarino. Lo accompagnava l'ingegner Antonio Dalle Mura, presidente di Italia Nostra Toscana e famoso difensore delle Apuane divorate dalle cave. Caracciolo e Dalle Mura hanno percorso gli spazi ormai spalancati della ex pineta ed hanno convenuto che il fatto compiuto è disdicevole e le difese fatte dall'Ente parco San Rossore Migliarino sono "risibili". Caracciolo in un'intervista ha lungamente parlato di «atto inqualificabile», Dalle Mura di «intervento oltraggioso», Gattai di bellezza distrutta, perché quella pineta è davvero una delle poche e rare opere d'arte rimaste nel nostro cementato territorio.Quando vi sono migliaia di appartamenti sfitti e moltissimi alberghi chiusi. A che serve edificare ancora? Ma la questione è molto discussa.

Sarebbero accaduti due fatti: alcuni alberi centenari s'abbatterono o rischiarono di abbattersi sulla statale, qualche animale, cinghiali e daini, attraversando avrebbero causato incidenti automobilistici.

Da qui la decisione di abbattere con una rasoiata violenta ettari ed ettari di boscaglia. Causando la “desertificazione” del luogo, ora brutto, e lo spostamento degli animali verso l'abitato di Torre del Lago (vi sono riapparse le volpi).

Dice la dirigenza del Parco: «Non potevamo fare altrimenti. Gli alberi erano vecchi. Li sostituiremo presto». Ribattono da "Italia Nostra": «Per rimboscare la zona ci vorranno decine di anni. Nel frattempo possono sorgere (e sono già sorti) appetiti di infiltrazioni com'è già successo in altre parti della Versilia. Si contesta anche il modo della rasoiata. Altre volte si era proceduto a "quadrati", un ettaro sì, uno no. Adesso è stata abbattuta un'intera pineta e non solo lungo la statale Aurelia ma per tantissimi metri oltre dove gli alberi, anche cadendo, non avrebbero provocato alcun danno».

L'Ente Parco è quindi sotto accusa. Lo dirige Fabrizio Manfredi già assessore al Comune di Viareggio. Ed è lui che ha firmato il provvedimento. La proprietà invece è dei Salviati i quali, stando alle difese del Parco, avrebbero richiesto l'intervento. Si pensava che la cosa, dopo alcune proteste, si sarebbe fermata. Ed invece sopraggiunge decisa l'azione di "Italia Nostra" che ha fatto scendere sul terreno un suo dirigente di prestigio, appunto Caracciolo, notissimo autore di inchieste televisive, e che presto farà interessare la Tv nazionale ed il Fai, il fondo per l'arte italiana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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