Toscana
Dimenticano la riparazione: disabile resta per mesi senza carrozzina
La denuncia di una giovane: «Dal 25 novembre non posso muovermi da sola». L’Asl bacchetta la ditta fornitrice per il silenzio tenuto verso azienda e paziente
PISA. Il destino l’ha condannata su una sedia a rotelle. La disattenzione dell’essere umano l’ha privata di quel minimo di libertà conquistata in anni di sacrifici.
È la storia di Marika Denti, 33 anni, disabile pisana, che dal 25 novembre è rimasta senza la sua carrozzina arrivata al capolinea dopo otto anni di onorato servizio. Solo che, anziché ripararla, la ditta che ha la fornitura degli ausili per conto dell’Asl, non ha avvertito la donna che il mezzo andava sostituito. In queste triangolazioni silenziose, Marika è ancora costretta a ricorrere all’aiuto dei familiari per qualunque spostamento. Anche quelli più personali.
Il caso, segnalato all’Asl, è in via di risoluzione e la prossima settimana, dopo oltre due mesi di disagi, il lieto fine dovrebbe chiudere questa vicenda di dignità negata. Il 21 novembre, durante una visita fisiatrica con la dottoressa Elisabetta Geri, la paziente ha fatto presente che la carrozzina elettrica aveva problemi. «La dottoressa ha prontamente contattato la Medicair – spiega l’Asl –. Il 25 novembre la carrozzina è stata ritirata per verificare la possibilità di riparazione, nel caso ciò non fosse stato possibile la carrozzina doveva essere sostituita con una nuova. Il disservizio, del quale la Asl si scusa pur non essendo responsabile, è dovuto al fatto che la ditta non ha avvisato la signora Marika e neppure il dipartimento di riabilitazione della Asl sull'impossibilità di riparazione. Ai nostri uffici non è arrivata alcuna segnalazione dalla paziente. Appena appreso il caso i fisiatri hanno contattato la Medicair e la famiglia e sicuramente il caso sarà risolto in pochi giorni».
Per Marika Denti le sue gambe, da sempre, sono le ruote della carrozzina. «Anche se non sarò mai autonoma come i normodotati, per me l'uso della carrozzina elettrica rappresenta quella forma di libertà che altrimenti non potrei mai avere» racconta al Tirreno. Le batterie del mezzo non si ricaricano, lo schienale è sforzato e pende da una parte, le gomme sono ovalizzate e sembra di stare sulle montagne russe, i braccioli sono consumati.
«Ho pensato che forse avrei avuto diritto ad una sostituzione – riprende Marika –. Sbagliato. Tutt'al più ho diritto ad una riparazione. Il 25 novembre 2014, ho consegnato la carrozzina al magazzino ausili dell'Asl (Medicair) per la riparazione e ad oggi sono ancora senza carrozzina, senza gambe, costretta a farmi accompagnare in bagno, a farmi avvicinare al tavolo per mangiare, a farmi prendere un bicchiere d'acqua e così via per tutte quelle normalissime azioni quotidiane che i responsabili dell'azienda Asl 5 e del Medicair fanno sicuramente in autonomia».
L’azienda sanitaria si è attivata con i privati per far avere il prima possibile una nuova carrozzina elettrica.
Riflessione amara di Marika: «È possibile che un disabile oltre ad essere segnato per tutta la vita dall'handicap che porta, debba essere anche ostacolato dalle istituzioni? Che nonostante i solleciti telefonici alla ditta riparatrice, non riesca a venir fuori da questa situazione vergognosa? Ha contezza l'Asl che i tempi di riparazione sono così lunghi e che nel frattempo noi siamo totalmente dipendenti dagli altri? Perdonatemi lo sfogo, ma sono davvero piena di ingiustizie, superficialità e menefreghismo».
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