La protesta
Rebus-Madonnoni Il museo nazionale farà le sue ricerche
CALCI. Il caso dei Madonnoni, le due strutture nei pressi della Certosa, tiene banco. È in corso un dibattito che coinvolge l’opinione pubblica e investe adesso anche i vertici del complesso...
CALCI. Il caso dei Madonnoni, le due strutture nei pressi della Certosa, tiene banco. È in corso un dibattito che coinvolge l’opinione pubblica e investe adesso anche i vertici del complesso monumentale. «Ai tempi moderni - dice Severina Russo, direttore del museo nazionale - non risulta ufficialmente che le statue siano due. Del resto i libri di storia dell’arte dei giorni nostri non ne fanno menzione. Mi riprometto di approfondire le ricerche per saperne di più e riferire in merito».
Le testimonianze sono diversificate quanto alla esistenza di una o due statue. Renzo Zucchini, cultore di tradizioni locali, esclude che le sculture non siano state due. È propenso a ritenere che una delle edicole fosse sempre stata vuota. Il discorso spazia dal 1969 ai giorni nostri. Assolutamente contrario il racconto di Sergio Freggia, il quale afferma: «Pur non essendo calcesano ero molto spesso in Valgraziosa. Infatti andavo in visita a mio fratello Giuliano il quale era ospite del collegio di Rosselmini. Proprio in prossimità dei Madonnoni c’era la stazione della diligenza, il servizio pubblico prima dell’avvento della motorizzazione. Parlo dell’immediato dopoguerra, attorno al 1945 e anni successivi. Sicuramente le statue erano due. Sono certo di questo».
L’ex sindaco Bruno Possenti allarga le braccia per pronunciarsi al riguardo: «Non esiste una documentazione fotografica in grado di dare forza a una verità anziché a un’altra. È tutto da dimostrare che le sculture fossero due anziché una».
Ferruccio Bertolini ha un’altra versione dei fatti: «Sono propenso a ritenere che una delle due edicole, adesso vuota, contenesse un affresco». Sulla stessa lunghezza d’onda altri cittadini. Roberto Frassi, calcesano doc con i genitori che abitavano a Venezia di Rezzano, dice: «Il nome stesso, i Madonnoni, al termine dell’omonima strada, porta acqua al mulino di chi asserisce come si possa parlare al plurale: non il Madonnone, ma i Madonnoni. Con certezza fino agli anni 60 dovevano essere proprio due».
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