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Tunisino espulso dalla polizia

Un servizio di pattugliamento della polizia nei pressi della stazione
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Un servizio di pattugliamento della polizia nei pressi della stazione

Era responsabile di diversi reati commessi con diversi alias. Ma anche di minacce e maltrattamenti in famiglia

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PISA. E’ stata una pattuglia della polizia,  in servizio in centro città nella zona della stazione, a identificare nel pomeriggio del 30 gennaio 2015, intorno alle 16,45, nel loggiato della galleria A di via Gramsci, Jamel Talbi, 30 anni, tunisino senza fissa dimora.

Nel corso delle procedure per l’identificazione ed i controlli in banca dati,  l’uomo risultava avere a  carico un provvedimento di rintraccio per il ripristino dell’esecuzione di una precedente espulsione. Accompagnato in Questura, nel corso degli accertamenti emergevano altri dettagli sul passato dello straniero e sui suoi precedenti.

Già in possesso di un foglio di soggiorno per motivi familiari in quanto padre di un bambino avuto in Italia da una cittadina italiana, residente nella provincia di Pisa,  si era reso responsabile di vari reati, commessi anche con diversi alias, sia in materia di stupefacenti fatti per i quali era stato anche condannato, che di minacce,  violenza privata, atti persecutori, maltrattamenti in famiglie e violazione degli obblighi di assistenza familiare, nei confronti della compagna, che gli erano valsi anche il divieto di avvicinarsi all’abitazione.

Alla scadenza del soggiorno non gli veniva rinnovato, per mancanza dei requisiti,  alcun titolo per la permanenza in Italia e, essendo clandestino, nel gennaio 2011 veniva munito di un provvedimento di espulsione dalla Questura di Pisa eseguita con accompagnamento presso il Cie di Milano. In quella occasione, i comportamenti autolesionistici avevano ritardato l’espulsione, poi comunque eseguita.

Rientra clandestinamente in Italia e nel luglio del 2014 nuovamente rintracciato in città viene nuovamente espulso con trattenimento presso il Cie di Torino. Riesce ancora ad evitare l’esecuzione dell’espulsione per motivi sanitari ed ottiene una  sospensione dovuta ad un ricorso sul provvedimento. Ma il giudice di pace rigetta il ricorso e si arriva al nuovo controllo da parte della Polizia di venerdì 30 gennaio 2015. Il provvedimento di espulsione del luglio 2014, viene pertanto eseguito con accompagnamento al Cie di Torino.

Lo straniero non potrà rientrare, pena l’arresto, in Italia, per i prossimi dieci anni. I servizi alla stazione rientrano in una strategia di controlli mirati volti anche all’allontanamento dello persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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