Il Tirreno

Pisa

Procura, il capo se ne va «Ma comprerò casa qui»

di Pietro Barghigiani

In pensione Ugo Adinolfi dopo oltre sei anni di gestione dell’ufficio inquirente Al suo posto il reggente Giaconi in attesa della nomina entro l’anno del Csm

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PISA. Saluta la città, ma non l’abbandona. Il procuratore capo Ugo Adinolfi da ieri è in pensione. Ha anticipato l’uscita dal ruolo della magistratura che sarebbe, comunque, avvenuta al compimento dei 70 anni il prossimo 22 settembre.

Nella sala delle conferenze del palazzo di via Beccaria ieri si è svolta la cerimonia per il pensionamento del procuratore che era arrivato a Pisa nel settembre 2008 dopo aver retto per nove anni la Procura di Biella.

In attesa della nomina da parte del Csm del nuovo capo dell’ufficio inquirente (si stima entro l’anno), la Procura viene affidata al sostituto anziano, Antonio Giaconi che diventa il procuratore reggente.

Il dottor Adinolfi ha voluto ringraziare, citandoli per nome, i collaboratori della Procura, dal personale amministrativo alla polizia giudiziaria, senza dimenticare i suoi sostituti.

«A Pisa mi sono trovato bene e per questo ho deciso di restare – dice al Tirreno –. Sto pensando di acquistare casa».

L’ex procuratore ha avuto un picco di notorietà nazionale a partire dal gennaio 2012 con il caso Ragusa, la donna per la cui scomparsa è stato chiesto il rinvio a giudizio del marito Antonio Logli. È sempre stato Adinolfi, come si dice in gergo, a metterci la faccia con stampa e tv per spiegare le ragioni della Procura sia nella fase di indagine che di richiesta di processare il coniuge dell’imprenditrice di Gello.

Durante la sua responsabilità, grazie ai suggerimenti arrivati dal sostituto Giancarlo Dominijanni, un magistrato con una spiccata vocazione informatica, l’ufficio ha migliorato la gestione dei fascicoli, tra notifiche e passaggi procedurali, con un’accelerazione verso il web.

A salutare il dottor Adinolfi oltre al sindaco Marco Filippeschi c’erano l’ex procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, il procuratore generale alla Corte di Appello, Tindari Baglione, il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà, il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, il prefetto Attilio Visconti e l’ex Francesco Tagliente. Presenti anche i vertici di questura con Gianfranco Bernabei; carabinieri, colonnello Andrea Brancadoro; Guardia di finanza colonnello Gregorio Iuzzolino e forestale; il rettore dell’università Massimo Augello e della Normale, Fabio Beltram. In sala pure il presidente dell’Ordine degli avvocati, Rosa Capria e il segretario Alberto Marchesi, il direttore del Don Bosco, Fabio Prestopino.

«Ringraziamo il dottor Adinolfi – ha detto il procuratore reggente Giaconi – anche per il rispetto dimostrato nei confronti dell’autonomia dei magistrati che per lui era un culto. Mai si è permesso di orientare indagini o condizionare i suoi sostituti. È stato un magistrato molto vicino che ci ha sempre ascoltato».

Il procuratore Baglione nel suo saluto ha ricordato l’imminente uscita dai ruoli di centinaia di magistrati per pensionamento.

«Tribunali e Procure si stanno svuotando – ha dichiarato –. Viste le condizioni della “baracca” della giustizia per chi va in pensione è una gioia, mentre è una tristezza per chi resta. C’è comunque una “baracca” da mandare avanti. I sostituti sono bravi e sono sicuro che ci riusciranno anche con l’aiuto degli avvocati e della polizia giudiziaria».

Conclusi i saluti, tra abbracci e commozione, spazio a fotoricordo e selfie durante il buffet con il “festeggiato” che lascia la Procura, ma non Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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