Sicurezza
Contro la burocrazia vola alle Canarie
Commerciante apre un negozio a Tenerife e denuncia le difficoltà incontrate per poter lavorare
PISA. "Basta. Qui non si può più lavorare. Apro un negozio alle Canarie». Massimiliano Giaconi, non è un surfista che ha deciso di cavalcare le onde mollando baracca e burattini, bensì è un commerciante di 50 anni che è costretto a lasciare Pisa, da lui definita «una enclave di lobby del commercio, una guazzabuglio di regole che cambiano dal giorno alla notte».
Giaconi però se ne va in un modo del tutto originale. Per raggranellare il budget per aprire la sua nuova attività commerciale a Tenerife, ha aperto un negozio in via Santa Cecilia 23 dove vende oggettistica di modernariato ed antiquariato. «L'ho aperto ora e lo chiudo a maggio ed infatti l'ho chiamato Open-Close» dice Giaconi sullo sfondo di antichi sestanti d'ottone cannocchiali, mappamondi e bussole. A lui la bussola invece gliel'hanno fatta perdere.
«A Tenerife per aprire un negozio ci vogliono tre giorni, le regole sono chiare, chi sgarra chiude e c'è trasparenza, una trasparenza che vale anche per il nababbo russo» spiega. Ma cosa è successo al nostro commerciante in fuga che lo ha fatto "sbottare"? «Avevo un chiosco a Marina di Pisa di enogastronomia e mi è arrivata una lettera dell'Ente Parco che mi intimava di spostarlo, avevo organizzato la Sagra del pesce a Marina ma tra Confcommercio e Confesercenti me l'hanno fatta chiudere perché "disturbavo" i ristoratori, e poi atti vandalici in continuo al mio chiosco e quindi nulla, me ne vado». Giaconi, il chiosco marinese lo ha messo in vendita. "Che volete che vi dica, la sagra del pesce a Marina no ma a Buti si fanno dieci sagre l'anno e qui si ritorna alle lobby ed alla poca trasparenza» dice amareggiato.
Lui farà il pendolare in aereo da Pisa a Tenerife dove venderà artigianato toscano, prodotti enogastronomici made in Tuscany ed oggettistica che ricorderà altri due illustri toscani Leonardo e Galilei.
«L'unica cosa che funziona veramente a Pisa è l'aeroporto. Pare sia fatto apposta per andarsene. E funziona anche l'Ikea per il semplice fatto che si è fatta la sua cittadella del commercio con Sepi, Pisamo e Comune che non ci mettono il becco» prosegue Giaconi che aveva un negozio di robivecchi (Arsenio Lupin) in viale Bonaini. In via S. Cecilia invece, Giaconi, il fondo l'ha preso in affitto e ha aperto la scorsa settimana. "Ma vi rendete conto che ogni mattina devo ripulire l'ingresso dal vomito e dall'urina? Ecco un'altra cosa che funziona a Pisa, la movida che fa ricchi solo i baristi e devasta la città e le altre attività commerciali». Secondo il nostro commerciante in fuga, in città, l'unica vera offerta commerciale proposta è quella delle bevande alcoliche per gli studenti.
«Se un commerciante ha un'idea imprenditoriale prima di vederla realizzata deve passare da Confcommercio, Confesercenti, Camera di Commercio ed una miriade di uffici comunali, e non basta perché poi le regole cambiano, cambiano ma non per tutti» sbotta il commerciante che visto ciò che venderà a Tenerife sarà una sorta di gonfalone dei nostri prodotti tipici mentre a Pisa mancano negozi che offrono prodotti locali di qualità eccezion fatta delle statuine di gesso made in China della Torre di Pisa.
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