Il dolore
Condannato per truffa ex allievo di informatica
Pene fino a 4 anni per tre giovani: uno era iscritto alla facoltà di ingegneria L’accusa: i soldi del raggiro online usati anche per comprare ville in Costa D’Avorio
PISA. I soldi venivano “pescati” nei conti degli altri e spesi per acquistare con carte di credito clonate apparecchi hi-tech. Ma il canale di reimpiego dei fondi ottenuti in modo illecito sfociava anche nell’immobiliare con la costruzione di ville in Costa D’Avorio.
Nel marzo 2012 i carabinieri del nucleo investigativo con l’operazione “Mastercard” fermarono l’attività della banda che aveva il suo cervello a Pisa: uno studente universitario fuori corso di ingegneria informatica. Dopo gli arresti sono arrivati i processi. Per tre giovani fermati all’epoca i giudizi sono stati definiti in abbreviato: Lello Atene, 31 anni, di Cosenza ha preso 3 anni e 4 mesi come Attah Godwin, 35 anni, nigeriano; Guy Leandre Edouobo, 30 anni, della Costa D’Avorio, 4 anni. Sentenze confermate anche in appello. I difensori stanno preparando ricorso in Cassazione. Una posizione è stata stralciata e verrà giudicata a Milano, mentre per due degli arrestati dell’epoca che hanno scelto il dibattimanto l’udienza si è svolta davanti al Tribunale di Pisa. Si tratta di Abdoullah Diabate, 25 anni, ivoriano e Mohamed Bagate, connazionale di 28 anni, residenti in provincia di Brescia.
Le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla truffa e alla pirateria informatica. L’inchiesta aveva portato i carabinieri a fare indagini anche in Inghilterra, dove si trovava uno degli arrestati. Attraverso la captazione di codici di carte di credito o di pagamento attraverso sofisticate operazione di hackeraggio informatico su siti pirata, la banda riusciva, grazie ad e-mail esca (il phishing) ad acquisire i dati sensibili dell’ignaro titolare del conto da svuotare. Poi con gli skimmer le carte venivano clonate per procedere agli acquisti di cellulari Apple, Samsung, Nokia, Htc e Blackberry, ma anche computer Apple Mac book, tablet iPad e Samsung.
Tantissimi sono gli acquisti fraudolenti documentati nel corso delle indagini e commessi nelle province di Pisa, Torino, Milano e Pavia: obiettivi sensibili della banda erano le grandi catene della distribuzione commerciale, Media World, Euronics, Computer Discount, e i centri di vendita di telefonia mobile, all'interno dei quali i componenti dell'organizzazione selezionavano accuratamente i prodotti da acquistare, si avvicinavano alle casse utilizzando carte di credito clonate dei circuiti, tra gli altri, Visa, Mastercard, American Express, mentre all'esterno della struttura commerciale operava "un palo" che controllava l'eventuale presenza di forze dell'ordine. A transazione avvenuta, i prodotti acquistati venivano consegnati al ricettatore: l'incontro avveniva, solitamente, nei sottopassi delle fermate della stazione metropolitana di Milano.
Per l’accusa il “motore” della gang era Lello Atene, domiciliato all’epoca in via Sant’Andrea, un talento dell’informatica, anche se non applicata nelle aule universitarie, ma in un contesto di illegalità 2.0 capace di fruttare una piccola fortuna senza grandi sforzi.
La merce acquistata con le carte di credito clonate veniva messa in vendita, con tanto di scontrino, su e-Bay e Subito.it.
Gli inquirenti si sono imbattuti in un elevato livello di capacità tecnologica a delinquere messo in atto dall'organizzazione che riusciva a intercettare anche i codici dei circuiti creditizi dell’Arabia Saudita: in un caso spillarono a uno sceicco 100.000 euro in poche ore. Gli ivoriani, per la Procura, utilizzavano i soldi della truffa web in acquisti immobiliari nel loro Paese. Operazioni che seguivano direttamente per controllare i lavori di costruzione di lussuose ville dotate di ogni comfort, dalle piscine alle sale giochi.
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