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Pisa

Operati di glaucoma e dimessi in due ore: nuove tecniche

di Gian Ugo Berti
Operati di glaucoma e dimessi in due ore: nuove tecniche

PISA. Operati di glaucoma e rimandati a casa già dopo due ore. In molti casi, sarà proprio così. Questo grazie ai miglioramenti di alcune tecniche chirurgiche tradizionali. Da Pisa, infatti, vengono...

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PISA. Operati di glaucoma e rimandati a casa già dopo due ore. In molti casi, sarà proprio così. Questo grazie ai miglioramenti di alcune tecniche chirurgiche tradizionali. Da Pisa, infatti, vengono due importanti novità nella cura dell’aumento della pressione all’interno dell’occhio, che colpisce oltre 3.000 persone in provincia ed è in grado di portare anche alla totale perdita della vista.

La prima è che sta per essere messa in commercio una tecnica chirurgica microinvasiva in cui, attraverso un piccolo taglio della cornea, viene impiantato un minuscolo tubicino, che fa uscire il liquido dall’occhio riducendo la pressione. E’ l’alternativa all’intervento tradizionale che richiede un ampio taglio nella sclera ed ha un decorso postoperatorio prolungato con possibili complicazioni anche gravi. In pratica, come fastidio per il paziente, vi è la stessa differenza che passa tra un intervento endoscopico ed un intervento a cuore aperto. La metodica, testata negli ultimi anni presso la Unità Operativa Oculistica Universitaria della Azienda ospedaliero universitaria pisana, ha dato ottimi risultati. I vantaggi, in termini di rapidità di recupero e riduzione della percentuale di complicazioni, si sono dimostrati subito evidenti e potrà essere proposto ai pazienti, con un glaucoma non avanzato, in cui non vi siano controindicazioni specifiche.

Ma anche per i pazienti con glaucoma avanzato, che devono essere sottoposti all’intervento tradizionale, vi sono novità positive. Infatti come spiega il direttore, Marco Nardi, un semplice accorgimento ne aumenta le possibilità di successo. In questo intervento praticamente si crea chirurgicamente una ferita che permette la fuoriuscita del liquido dall’occhio; la ferita deve rimanere aperta se no l’intervento fallisce. La modifica, messa a punto a Pisa, consiste nell’applicare un punto di sutura su un margine della ferita. Nel caso la ferita stessa tenda a chiudersi, facendo aumentare la pressione dell’occhio, si può effettuare una trazione sul punto in modo da riaprirla favorendo così il deflusso del liquido. Trattandosi di un filo in nylon del diametro di 100 millesimi di millimetro non dà reazioni infiammatorie e non viene avvertito dal paziente. È un accorgimento semplice, ma che migliora significativamente la prognosi di questi interventi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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