Italia
Kebab e minimarket, stop dalla stazione fino alla Leopolda
Atto della giunta: divieto di nuove aperture sino a settembre. Tra le strade anche Corso Italia, via San Martino e via Croce
PISA. Stop a nuovi kebab e minimarket (ma anche a nuovi bar e ristoranti) nella zona della stazione. Il divieto è operativo dallo scorso giovedì e sarà valido fino al prossimo 25 settembre. In larga parte della città non è quindi più possibile aprire altri esercizi di somministrazione o negozi che vendono bevande alcoliche (compreso il trasferimento di attività già presenti in altre aree). Il provvedimento, che abbraccia un’area molto ampia spingendosi fin quasi alla Stazione Leopolda, oltre ad includere altre zone centrali (ad esempio tutta Corso Italia), si affianca a quello già in vigore dal 25 luglio scorso in tutto il centro storico.
La delibera. Proprio lo scorso giovedì, su proposta dell’assessore al commercio David Gay, la giunta comunale ha approvato un’apposita delibera: passaggio necessario per estendere il divieto all’area della stazione, dove soprattutto kebab e minimarket hanno continuato nei mesi a proliferare. L’estensione del provvedimento era stata approvata dal consiglio comunale nella seduta di inizio dicembre. L’atto era stato già sottoposto all’esame delle associazioni di categoria e ricalca il precedente, ampliandone solo le zone in cui per circa otto mesi non saranno consentite nuove aperture di attività che somministrano o vendono alcolici, e nemmeno trasferimenti.
Forze dell’ordine. La delibera spiega in maniera dettagliata i presupposti che hanno portato l’amministrazione comunale a seguire la strada drastica del blocco delle licenze, dopo una verifica da parte delle forze dell’ordine, per le zone all’interno del centro storico. Nella loro relazione, allegata all’atto di giunta, viene descritta «una situazione - si legge - di forte degrado urbano presente anche in altre aree del centro con particolare riferimento alla stazione ferroviaria». Questo scenario viene ricollegato «al proliferare degli esercizi che vendono bevande alcoliche per asporto favoriti dalla crescente domanda di sempre più numerosi gruppi di giovani stazionanti all’esterno dei locali; ai fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti; agli schiamazzi per musica ad alto volume e disturbo al riposo delle persone in orario serale e notturno; al sequestro di bottiglie di alcolici». Un’ulteriore relazione allegata, di cui scriviamo a parte, è stata prodotta dal comando della polizia municipale.
Le nuove vie. Il provvedimento si affianca a quello già in vigore dal 25 luglio scorso in tutto il centro storico. Il vecchio testo è stato integrato aggiungendo al centro storico anche la dicitura «altre aree della città ove si riscontrino situazioni analoghe». Compito della giunta era quello di indicare in dettaglio le altre strade nelle quali imporre il blocco di nuove licenze e anche trasferimenti. La zona della stazione è stata di fatto sarà inserita nella sua totalità, con tutte le strade che si trovano dietro le due gallerie di viale Gramsci. Nella zona a est, in particolare, il divieto comprende anche via Fratti e via Vespucci, allargando la zona off limits dalla stazione fino alla Stazione Leopolda. Il cosiddetto “perimetro integrativo” è formato da via Corridoni, piazza della Stazione, via Catalani, via Pellico, via Mazzini, via La Nunziatina, Corso Italia, via San Martino, via Giordano Bruno, via Benedetto Croce, via Fratti e via Vespucci. Il provvedimento si estende dunque anche alle aree più centrali della parte di Mezzogiorno, oltre la sola zona della stazione.
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