Toscana
Coniugi trovati morti in casa decessi dovuti a cause naturali
Stamani l’autopsia disposta dalla Procura per confermare il primo riscontro dei medici legali Prima è morto lui per un probabile infarto e poi lei di stenti in una casa-tugurio senza riscaldamento
PISA. Più che un mistero sulle cause della morte, la risposta che resta in sospeso è su come sia stato possibile vivere in quelle condizioni per anni.
Leonardo Pagni, 85 anni, insegnante pisano in pensione e Anna Sartini, 78 anni, nata a Lucca, trovati senza vita nel tardo pomeriggio di mercoledì, abitavano in un terratetto in pessime condizioni igieniche a ridosso del centro. In via Fiorentina 65 è andato in scena un dramma in due puntate, senza spettatori e nel silenzio generale che i maligni traducono in indifferenza.
Storie di solitudini. Se esiste l’immagine di un’esistenza segnata dalla solitudine, non si sa se subìta o voluta, la storia dei coniugi morti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altra ne è la rappresentazione più calzante.
Casa abbandonata. La coppia viveva in condizioni di profondo disagio in una casa senza riscaldamento e con la corrente elettrica erogata al minimo. Un’abitazione ridotta a stamberga, ma con numerosi libri a fare da quinta a un scenario di naufragio della dignità umana. Un retaggio di quella che era stata la vita da insegnante di Pagni. Un uomo raccontato dai vicini come riservato e dal carattere introverso.
L’autopsia. Le due autopsie sono state affidate dal sostituto procuratore, Sisto Restuccia ai medici legali Luigi Papi e David Forni. Un primo esame è previsto per stamani, mentre il secondo potrà essere eseguito nel pomeriggio o domani mattina. I medici non procederanno solo all’autopsia e all’esame istologico e del sangue, ma analizzeranno anche le documentazioni sanitarie della coppia per ricostruire la progressione delle patologie che potrebbero aver provocato i decessi. Pagni sarebbe morto per primo qualche giorno fa per un probabile infarto. La moglie, sofferente da tempo di problemi psichici, non avrebbe saputo gestire la situazione e sarebbe morta di stenti in un momento successivo, forse anche in un giorno diverso rispetto al coniuge, Lui, al primo piano, era sdraiato su un lato del letto con i piedi a terra. Come se si fosse seduto sul materasso e fosse caduto all’indietro fiaccato da un malore improvviso. Lei, seminuda, era a pancia sotto sul pavimento accanto a un letto in una stanza al piano terra. Nessuno aveva segni di violenza sul corpo.
Le figlie. La coppia aveva tre figlie, Elena, 40 anni, residente a Cascina; Laura, 41 anni, che da anni vive a Martina Franca (Taranto); Monica, 43 anni, da tempo trasferita a Mantova. È stata Elena, preoccupata per non essere più in contatto con i genitori, a chiamare i vigili del fuoco per aprire la porta. I Pagni non avevano un telefono fisso, solo un cellulare. Quando le telefonate non hanno ricevuto risposta, Elena si è presentata in via Fiorentina 65 trovando la porta sprangata. Era il tardo pomeriggio di mercoledì. E la tragedia si era già consumata. Da quanto lo diranno i medici legali.
Uniti anche nella morte. La polizia, che segue le indagini su delega della Procura, al di là di un disordine negli arredi in ogni stanza, non ha rilevato elementi tali da far supporre ipotesi alternative a quella della morte per cause naturali. Un destino che ha legato la coppia dopo una vita insieme anche nell’ultimo viaggio terreno.
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