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Via Fiorentina, anziani morti in casa: i vicini ora hanno paura

Giovanni Parlato
Via Fiorentina, anziani morti in casa: i vicini ora hanno paura

Una donna: «Zona pericolosa, le nostre case danno su argini del tutto al buio». In attesa del responso delle indagini, cresce l’ansia: «Ci sentiamo vulnerabili»

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PISA. «No, non credo che possano essere morti tutti e due, nello stesso momento, per un malore. Questa è una zona pericolosa, dietro, sull'argine è completamente buio» dice la donna che, superato un lungo momento di pausa, aggiunge: «La sera del Primo Maggio del 2008 uscii sul giardino di casa mia che dà sull'argine dell'Arno. Era buio quando all'improvviso venni aggredita da un nordafricano che mi violentò». È il racconto di una donna che abita in via Garibaldi, a una ventina di metri dalla casa della coppia trovata morta il 28 gennaio nella sua abitazione e di cui non riveliamo l’identità proprio per quanto accadde.
«Dal retro di queste case, possono entrare perché sanno di agire nel buio più completo - aggiunge la donna, in vestaglia e una pesante maglia sulle spalle-. Siamo in balia. Non so niente di quanto accaduto, ma qui - ripete - siamo in balia. Non escludo che qualcuno possa essere entrato da dietro. Prima di quel terribile Primo Maggio, mi erano entrati in casa per ben tre volte. In queste abitazioni, è possibile salire sui terrazzi e, quindi, sfondare una porta ed entrare».

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«Solo dopo che venni violentata - continua il racconto - le pattuglie delle forze dell'ordine passavano per controllare. C'erano poliziotti e carabinieri, ma quei controlli non ci sono più come prima, anche se, rispetto al 2008, la situazione è migliorata. Comunque, da qui, lungo l'argine passa sempre gente poco raccomandabile. Io sono una donna sola e separata e in casa, adesso, sto con tre cani. Più volte abbiamo chiesto al Comune di mettere un lampione, di illuminare la zona, ma ci hanno risposto che non ci sono soldi».
«Sì, abbiamo chiesto più volte che la zona dietro le case venisse illuminata, la notte il retro della casa è al buio» conferma Anna Narbone, un'altra vicina che esce in strada vedendo i lampeggianti della polizia e dell'ambulanza in strada. «Ero uscita prima per gettare il sacchino dell'immondizia e avevo visto l'ambulanza. Ho pensato che qualcuno avesse avuto un malore, ma non credevo proprio che fossero tutti e due morti».
«Non conoscevo bene questa coppia che viveva ritirata nella sua casa. Accanto abita Loredana, la sorella di lei. Due portoni uno a fianco all'altro» dice Anna Narbone che aggiunge: «La sorella vive da sola nella sua abitazione e ha una figlia, Ilaria. Loredana aveva un negozio di vestiti e biancheria proprio sotto casa che è stato chiuso dopo che il marito morì tre anni fa. Erano due sorelle che avevano sposato due fratelli, ma non c'erano buoni rapporti».
In strada passano le auto e chi è alla guida, vedendo i poliziotti e l’ambulanza del 118, getta uno sguardo. Via Fiorentina una via di transito per entrare in città e per uscire: neanche un paio di minuti e si può essere alla stazione come a Riglione.

 

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