Il Tirreno

Pisa

Il caso

Poliziotto andava a caccia durante la convalescenza

Pietro Barghigiani
La targa all'ingresso della Corte dei Conti di Firenze
◗
La targa all'ingresso della Corte dei Conti di Firenze

Condannato dalla Corte dei conti a risarcire il ministero dell’Interno. Il verdetto: «Attuata una condotta illecita per ottenere più giorni di malattia»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. A caccia nei giorni in cui era in convalescenza per motivi di salute. Un comportamento che la Corte dei conti ha sanzionato condannato un sovrintendente della polizia, Michele Marradi, a risarcire con mille euro il ministero dell’Interno per danno erariale. La Procura gliene chiedeva 12.489.

Fu un esposto anonimo, arrivato alla magistratura contabile nell’agosto 2012, a mettere forestale e carabinieri del Nas di Livorno sulle tracce del sovrintendente, in servizio all'8ª zona polizia di frontiera aerea dell'aeroporto .
Nella denuncia si affermava che «Marradi graduato della polizia aveva effettuato le battute e l'attività di guardia venatoria ausiliaria in un prolungato periodo di tempo durante il quale lo stesso era assente per malattia».

Marradi, come ufficiale di polizia giudiziaria, poteva svolgere l’attività di caccia nell’ambito del contenimento venatorio. Agli atti è risultato che nel periodo 30 giugno 2011 - 10 settembre 2012, nella sua qualità di agente di vigilanza aveva effettuato 46 interventi (di cui uno prenotato e poi annullato) in zone diverse. «Le battute di caccia e l'attività di guardia venatoria ausiliaria erano state effettuate durante un prolungato periodo di assenza dal servizio per malattia a decorrere dal 19 febbraio 2011 – scrivono i giudici contabili –. Beneficiava complessivamente nel corso del periodo investigato (1 gennaio 2011 - 31 dicembre 2011 e 23 maggio 2012 - 31 settembre 2012) di 308 giorni di congedo straordinario per malattia (244 nel 2011 e 64 nel 2012)».

Dal 19 febbraio 2011 al 26 maggio 2012, il sovrintendente aveva subito tre interventi chirurgici per una frattura della gamba destra. «Dopo una sola settimana dall'intervento chirurgico e più precisamente dall'1 al 16 giugno 2012 il Marradi svolgeva 13 interventi di contenimento venatorio e, nel periodo post desuturazione, ovvero dal 19 giugno 2012 al 15 luglio 2012, svolgeva ulteriori 14 interventi» prosegue la sentenza.

Chiamato a difendersi, il sovrintendente aveva sottolineato la compatibilità tra i compiti dell'agente responsabile, che richiede una parziale capacità fisica motoria, «non equiparabile ai servizi operativi di polizia, e la propria situazione fisica, affermando, inoltre, di aver assolto agli obblighi di assistenza al proprio congiunto nei giorni durante i quali aveva usufruito dei permessi ex legge 104/1992 essendovi compatibilità con l'attività svolta» riporta il verdetto della Corte dei conti.

La corte, tuttavia, «deduceva che il convenuto aveva posto in essere una condotta illecita finalizzata ad ottenere un numero di giorni di convalescenza, sia nell'anno 2011 sia nell'anno 2012, maggiore rispetto alle reali esigenze».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web