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sanità

Cisanello: Sos anestesisti, interventi in sala ridotti

Una sala operatoria (foto di repertorio)
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Una sala operatoria (foto di repertorio)

La denuncia del direttore della rianimazione: «Da anni ne mancano almeno tre». Per il dottor Malacarne «si può stringere la cinghia, ma non sulla pelle dei malati»

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PISA. Mancano almeno due, tre anestesisti, gli infermieri spesso sono costretti a fare due turni consecutivi di notte 21-7 e «se proprio si deve tirare la cinghia non si deve fare sulla pelle dei malati».

Il dottor Paolo Malacarne, da sei anni direttore dell’unità operativa di anestesia e rianimazione, risponde al direttore dell’Azienda ospedaliera, Carlo Rinaldo Tomassini che al Tirreno aveva spiegato la necessità di «stringere la cinghia» e che «nessuna infornata di personale, né nessun rinforzo può essere messo in cantiere».

Aggiunge Malacarne: «In tutta onestà non mi ero mai accorto di avere la "cinghia larga». Per il dirigente far lavorare il personale sotto organico significa esporre i malati a maggiori rischi dovuti alla stanchezza degli operatori.

Per Malacarne «l'organico medico, cioè gli anestesisti della sala operatoria ai quali è affidata la vita dei malati operati in emergenza /urgenza, e i rianimatori che in terapia Intensiva si fanno carico giorno e notte di mantenere artificialmente in vita malati sempre più complessi e sempre più impegnati, è da anni in difetto di 2 o 3 unità. Da anni praticamente nessuno di loro riesce a fare se non poco più della metà dei giorni di ferie spettanti, e molte sono le ore che mensilmente vengono lavorate e non retribuite».

Inoltre, nei mesi delle ferie estive, periodo nel quale molti reparti dell'ospedale riducono i ricoveri e le attività per dare al personale la possibilità di fare le ferie, «gli infermieri della rianimazione sono costretti da anni a fare turni estremamente gravosi per non chiudere i posti letto: avete mai provato a lavorare 2 notti consecutive dalle 21 alle 7 in una rianimazione di 12 posti letto occupati per lo più da malati politraumatizzati che proprio nel periodo estivo giungono in gran numero a Pisa ? Offrire a malati gravi una assistenza medica e infermieristica da parte di personale sotto organico e quindi costretto a lavorare più del dovuto, significa oggettivamente esporre quei malati a rischi legati alla stanchezza e alla minor lucidità del personale stesso: non è cosi che si deve "stringere la cinghia". La cinghia va stretta innanzitutto attraverso una valutazione seria e non abborracciata della appropriatezza dell'utilizzo delle risorse».
 

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