Il Tirreno

Pisa

Spiagge di ghiaia, lavori avanti ma il cronoprogramma è a rischio

di Giovanni Parlato

Cittadini e commercianti temono che non saranno terminati entro l’apertura della stagione estiva Tuttavia il Comune e la Provincia rassicurano : «Sarà salvaguardata l’attività turistica del litorale»

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MARINA. I cittadini di Marina sono preoccupati. I commercianti ancora di più. I lavori per la realizzazione delle spiagge di ghiaia sarebbero dovuti terminare il 7 gennaio. Invece, la tabella del cronoprogramma è stata rivista già in ottobre 2104 e la chiusura lavori posticipata a inizio estate. Ma i lavori continuano a procedere a rilento e, adesso, si mette in forte dubbio anche il rispetto del secondo cronoprogramma.

I lavori prevedono la realizzazione delle spiagge di ghiata, dei pennelli e delle dighe soffolte in un tratto diviso in due ambiti: la “cella 4” a sud che va dall’hotel Manzi fino al bar Gorgona e la “cella 5” a nord che va dall’hotel Manzi fino alla gelateria Macumba.

Il cantiere della “cella 4” è a buon punto ed entro la fine di aprile dovrebbe essere terminato, «ma i lavori alla “cella 5” devono ancora cominciare e dubito fortemente che potranno essere terminati prima della stagione estiva», afferma Gianluca Gambini, consigliere provinciale di Forza Italia.

Un dubbio che hanno molti marinesi e grazie alla richiesta dello stesso Gambini e del Centro naturale commerciale di Marina ci sarà un incontro pubblico fra residenti e commercianti di Marina con le autorità, i tecnici e la ditta che sta realizzando i lavori. L’incontro ci sarà il 6 febbraio e vi parteciperà anche Marco Filippeschi in qualità di presidente della Provincia di Pisa, l’ente appaltante. Ci sarà anche il vicesindaco del Comune di Pisa, Paolo Ghezzi, in qualità amministratore con delega al litorale. Il timore dei marinesi è di trovarsi nella medesima situazione dell’anno scorso. Ovvero, quando a giugno aprì il cantiere e venne installata una rete a protezione che, però, oscurava la vista del mare. Nacque una forte polemica e i lavori che sarebbero dovuti continuare durante l’estate, furono rinviati a fine settembre. Ora, appunto, si teme di trovarsi nella medesima situazione. Ma su questo importante punto, il vicesindaco Paolo Ghezzi è categorico: «Sarà salvaguardata l’attività turistica del litorale». E dalla Provincia viene ribadito: «La stagione balneare non sarà toccata da questi lavori».

In pratica, nel caso in cui la “cella 5” non dovesse essere terminata, il cantiere sarà chiuso per riaprire a fine estate. Ma per quale motivo ci sono stati tutti questi ritardi?

«È una domanda che ho fatto più volte - risponde il consigliere Gianluca Gambini - e le cause sono diverse. Mi è stato risposto da parte della Provincia da cui dipende la direzione dei lavori che gli approvvigionamenti sarebbero insufficienti, cioè i mezzi e i materiali usati non sarebbero sufficienti. Inoltre, i mezzi usati sono andati in corso a più guasti. La draga che è il mezzo principale per l’esecuzione dei lavori ha avuto un primo guasto ed è stata riparata a La Spezia, poi ha lavorato due giorni e si è fermata di nuovo per essere riparata a Livorno. Inoltre, l’approvvigionamento dei massi dalle cave di Carrara ha subito un rallentamento a causa dell’alluvione che c’è stata. Sono stati posti dei limiti alle escavazioni e di conseguenza - conclude il consigliere Gambini - l’approvvigionamento di questo materiale ha subito dei ritardi».

Il punto sullo stato dei lavori che sono stati eseguiti e di quelli che dovranno essere ancora eseguiti, sarà fatto il prossimo venerdì 6 febbraio. Ma già le istituzioni (Provincia e Comune di Pisa) lanciano un messaggio rassicurante alla cittadinanza: la stagione balneare non è a rischio anche nel caso in cui i lavori della “cella 5” non dovessero essere terminati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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