Italia
Fusione tra aeroporti cento milioni di dubbi Voto pisano in bilico
Il sindaco: «Chi assicura i soldi per lo sviluppo di Firenze?» Intanto i piccoli azionisti pensano ad una class action
PISA. «Cosa decideremo sulla fusione? Prima bisogna chiarire la vicenda del finanziamento per Peretola». Così il sindaco Marco Filippeschi, intervenendo ad una trasmissione radiofonica sul tema degli aeroporti toscani. Si avvicina il momento della scelta: il 10 febbraio l’assemblea dei soci Sat, società del Galilei, dovrà decidere sulla fusione con Adf (Aeroporto di Firenze) proposta da Corporacion America. Il voto degli enti pubblici pisani, che insieme detengono oltre il 34% delle azioni e quindi hanno un potere condizionante, è ancora incerto.
Il sindaco pone il dubbio sui 150 milioni di euro (soldi pubblici) attorno ai quali ruota tutto il progetto di sviluppo del Vespucci. 50 milioni sono nello Sblocca Italia, ma gli altri 100? E’ questa, in pratica, la domanda che si fa Filippeschi. E che si pongono tutti quelli che temono che alla fine sia Pisa (la Sat) a dover pagare per lo sviluppo di Firenze. Mentre da Corporacion si dicono sicuri che il dubbio entro il 10 febbraio sarà risolto.
Intanto passa in secondo piano, per il sindaco, il nodo della lunghezza della nuova pista di Peretola, se 2.000 o 2.400 metri. «Una questione che deve essere risolta dalla Regione e dalle realtà fiorentine e pratesi».
Tra quelli che stanno con le antenne diritte ci sono il comitato dei piccoli azionisti Sat, l’associazione Amici di Pisa e la Compagnia di Calci, pronte a promuovere una class action per chiedere di accertare eventuali danni subiti dagli azionisti. «Siamo stati raggirati», accusa Gianni Conzadori, presidente del comitato piccoli azionisti Sat. Il Comitato e le due associazioni sono tornate all’attacco con un esposto presentato lo scorso dicembre alla Procura della Repubblica a Roma, alla Procura della Corte dei Conti a Roma e alla Procura della Corte dei Conti a Firenze per chiedere di accertare se il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Peretola rispetti tutti gli standard di sicurezza e gli eventuali danni erariali derivanti dalla vendita delle azioni Sat da parte della Regione. «Sono azionista anche di Adf - sottolinea Conzadori - e quindi sono favorevole ad uno sviluppo degli aeroporti, ma uno sviluppo autonomo e in sicurezza. I soldi per sviluppare ulteriormente il Galilei ci sono, a Firenze occorrono invece tra 300 e 500 milioni: risorse pubbliche impiegate per fare concorrenza a Pisa». Secondo il comitato e le due associazioni, la fusione di Sat e Adf e la costruzione del nuovo scalo fiorentino creerebbe anche problemi occupazionali e ambientali. In vista dell’assemblea dei soci Sat del 10 febbraio, il comitato e le due associazioni rinnovano l’appello a votare no a tutti i soci pubblici e privati. «Sat è ben posizionata sul mercato - concludono - mentre Adf necessita di consistenti finanziamenti per acquisire competitività. La fusione risulta dunque conveniente solo per Adf e molto rischiosa per Pisa, perché, in mancanza di finanziamenti, i proventi pisani potrebbero essere destinati alla realizzazione delle infrastrutture del Vespucci o a coprirne le eventuali perdite, quantomeno nel periodo della realizzazione dei lavori».
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