Il Tirreno

Pisa

Saldi, un fuoco di paglia che non accontenta

Molto critico il presidente del Centro commerciale di San Giuliano: «Sono necessarie altre date»

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SAN GIULIANO. «Non capisco come si possa pensare che i saldi rappresentino una speranza di ripresa del commercio. Saldi che arrivano dopo almeno tre mesi in cui i negozi, per poter sopravvivere, hanno dovuto vendere con gli sconti. Se andiamo avanti, anche i negozi che fino ad ora non si sono arresi dovranno rendere le armi e chiudere». L’allarme arriva da Venanzio Fonte, presidente del Centro commerciale naturale di San Giuliano, realtà che conta cento esercizi distribuiti nelle varie frazioni e che si sono costituiti in associazione grazie alla Confesercenti.

Anche a San Giuliano le vendite così dette di fine stagione hanno seguito l’andamento nazionale: partenza con il botto nel primo fine settimana, poi calma piatta. «I saldi hanno visto i loro migliori risultati negli outlet, non certo nei piccoli negozi tradizionali dove si dovrebbe salvaguardare la radice del commercio - insiste Fonte -. Il mercato è sempre più guidato dagli sconti, tutto l’anno, che favoriscono solo le grandi strutture; non è un caso se i piccoli esercizi continuano a registrare cali più che tripli rispetto alle grandi superfici».

Da qui un rilancio forte dell’associazionismo, soprattutto a livello locale. «La ripresa del commercio sta nella forza dei piccoli commercianti che si uniscono in associazione – dice ancora il presidente del Ccn -, con le loro iniziative, con l’organizzazione di corsi propedeutici, realizzando progetti e accordi con i vari enti, con le scuole, con i gruppi sportivi. Una unione che salvi i nostri comuni e le loro frazioni dalla futura possibile mancanza di negozi di vicinato, che offrono la comodità di una spesa giornaliera a pochi passi da casa».

Poi l’affondo sui saldi. «Dovrebbero essere eliminati o quantomeno proposti in due momenti dell’anno distanti dal periodo di vendita tradizionale: per i capi estivi a ottobre, per i capi invernali a marzo. E’ importante che i clienti acquistino nei giusti periodi con costi onesti e che cerchino il saldo nei periodi fuori stagione».

In conclusione la richiesta al Comune. «La liberalizzazione, che per i nostri governanti avrebbe risolto ogni problema del commercio, si è rivelata tragica. Se non riusciamo a farci sentire dai nostri politici romani, spingiamo intanto il nostro Comune e la Regione a puntare ancora e sempre di più sui centri commerciali naturali. Per migliorare la qualità della vita di commercianti e cittadini». (d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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