Italia
«Lo abbiamo tirato fuori, ma era già morto»
Il racconto di uno dei primi soccorritori: «Era intrappolato nella macchina. Inutile il defibrillatore»
MARINA DI PISA. «Quando ho sentito quel botto all’inizio ho pensato a una scossa di terremoto. Sono uscito e ho visto le auto in mezzo alla strada. Lo abbiamo estratto dall’abitacolo, ma Alessandro era già morto».
Lillo Pierotti è stato uno dei primi soccorritori di Alessandro Solimine.
Con lui, gestore di un retone alla foce dell’Arno a Marina, c’erano anche i commilitoni del caporal maggiore deceduto nella sua Fiat Panda dopo lo schianto con una Renault Megane diretta a Tirrenia.
«Siamo corsi verso la macchina – è il racconto di Pierotti – immaginandoci che la situazione fosse grave. Bastava guardare la Panda per capire che lo schianto era stato davvero tremendo. Quando siamo arrivati Alessandro, che conoscevo perché lavorava alla base accanto alla mia attività, non si muoveva. Era incastrato tra il sedile e il volante. È stato tirato fuori dal retro dell’auto. Il personale dell’ambulanza ha provato a rianimarlo con il defibrillatore, ma hanno visto subito che il cuore non dava alcun segnale. Mi spiace davvero per Alessandro. Una gran brava persona come, del resto, tutti i militari che sono alla base di Marina».(p.b.)
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