Finanza
Botte alla compagna-trans per prenderle gli incassi
PISA. Amore a parole, botte di fatto. Con la violenza pretendeva i soldi guadagnati dalla compagna, una trans, che nel corso del rapporto era stata soggiogata a livello psicologico attraverso...
PISA. Amore a parole, botte di fatto. Con la violenza pretendeva i soldi guadagnati dalla compagna, una trans, che nel corso del rapporto era stata soggiogata a livello psicologico attraverso pressioni e minacce fisiche.
Accusato di sfruttamento della prostituzione, un romeno di 25 anni (non sono state fornite le generalità), è stato arrestato su richiesta del sostituto procuratore, Lydia Pagnini in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip, Guido Bufardeci.
L’indagine risale all’estate scorsa ed è stata portata avanti dalla squadra mobile diretta da Rita Sverdigliozzi.
Stando a quanto ricostruito dalla polizia, il giovane aveva imposto alla trans con cui aveva una storia, una sottomissione che andava oltre la minaccia di violenza fisica.
La sopraffazione psicologica è stata alimentata per mesi con atteggiamenti vessatori nei confronti della compagna che il romeno utilizzata come un bancomat.
In questo lasso di tempo la trans, nonostante il legame sentimentale, ha cercato di liberarsi dal giogo del romeno che spesso le prendeva con la forza i soldi guadagnati prostituendosi.
Dopo un’iniziale armonia nei rapporti, ben presto il 25enne ha svelato il suo vero volto con minacce, pressioni psicologiche e continue richieste di soldi.
Una vita resa impossibile che ha spinto la trans a cambiare casa e città. È fuggita da Pisa per trovare rifugio a Lucca per «scampare alle minacce e alle aggressioni a cui era sistematicamente sottoposta» fa sapere la questura.
Il giovane da un lato pretendeva i soldi della trans, e dall’altro le ribadiva tutto il suo amore. Un comportamento che, secondo quanto ha ricostruito l’accusa, mirava esclusivamente a tenere sotto controllo la prostituta per le sue capacità di guadagno.
Dopo mesi di inferno, la vittima è riuscita a trovare il coraggio di denunciare i fatti che sono avvenuti in un contesto di soggezione psicologica cui il suo aguzzino ricorreva quando voleva sottrarle gli incassi dei suoi incontri con i clienti.
Gli investigatori hanno avviato le prime indagini basandosi sui racconti della trans che, dopo più di un riscontro, si sono trasformati in un’informativa consegnata alla Procura che si è tradotta nell’ordinanza di custodia in carcere per il romeno accusato di sfruttamento della prostituzione.(p.b.)
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