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Sanità, Pisa ora stringe la cinghia

Carlo Venturini
Sanità, Pisa ora stringe la cinghia

Il direttore generale dell’Aoup, Carlo Tomassini, respinge le accuse dei sindacati: «Siamo al picco dell’epidemia influenzale, presto torneremo alla normalità»

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PISA. I dieci infermieri in scadenza, li assorbiremo perché ne abbiamo bisogno». Parola di Carlo Rinaldo Tomassini, direttore generale dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup). Il numero uno della più grande struttura sanitaria della costa, però, a stretto giro di posta aggiunge : «Pisa deve stringere la cinghia». Traduzione: nessuna nuova assunzione di medici, infermieri (ne mancano un centinaio) e di operatori socio sanitari (ne mancano circa 400, secondo il sindacato Nursind). Una vera doccia fredda.
Tomassini risponde ai due sindacati di medici e infermieri Anaao e Nursind dicendo: «Il blocco dei ricoveri programmati c'è stato e ci sarà fino alla fine dell'emergenza che è dovuta al picco influenzale stagionale». I due sindacati avevano stigmatizzato la pratica dell'appoggio di pazienti del pronto soccorso in reparti dove le mansioni del personale infermieristico e medico non erano adeguati alla patologia del paziente. «Non esiste che un paziente preso in carico dal pronto soccorso per problemi cardiaci venga inviato ad esempio in pneunomologia - precisa Tomassini -. Mentre è normale, perché si fa in tutto il mondo, che reparti che lavorano su ricoveri programmati e quindi non urgenti, si possano trovare dei pazienti inviati dal pronto soccorso in emergenza».

Magari, tanto normale non è, il bloccare i ricoveri programmati come è stato fatto più volte a Cisanello visto e considerato che l'influenza, con il suo picco stagionale, è del tutto prevedibile e quindi preventivabile. Oltretutto, i ricoveri programmati sono quelli che la persona aspetta da mesi e mesi e che vengono spesso procrastinati senza una data precisa.

Anche se Tomassini precisa che nessuna pre-ospedalizzazione è stata bloccata, in quanto queste visite, fatte e programmate ad esempio in vista di un'operazione chirurgica, si svolgono in ambulatorio e non necessitano quindi di nessun ricovero. «In questi giorni abbiamo avuto una sorta di pandemia influenzale e quindi siamo stati costretti a questo provvedimento a causa dell'altissimo flusso di persone affette da influenza», dice Tomassini. L'Anaao imputa questi disagi sull'utenza e sul personale sanitario, alla drastica riduzione di risorse da parte della Regione Toscana che drena ed in alcuni casi cancella i presidi territoriali sanitari che non fanno più filtro.

Pisa sempre più punto di riferimento dell'Area Vasta costiera ma a scapito della qualità dei servizi all'utenza e dei disagi per il personale? «Non è assolutamente vero - dice Tomassini - basta leggere i giornali e capire che Pisa, Firenze, e la Regione non possono fare il bello o cattivo tempo bensì devono fare il meglio in base alle varie finanziarie e sappiamo tutti che questi sono tempi di vacche magrissime».
Già. E quindi, nessuna “infornata di personale” né nessun rinforzo può essere messo in cantiere. «Dobbiamo stringere la cinghia e se ci guardiamo intorno, si capisce benissimo che Pisa non è messa per nulla male se paragonata da altre città toscane o dello Stivale», ripete Tomassini. Allora va tutto bene. «Non ho detto questo - ribatte il numero uno della Aoup - perché ad esempio, dobbiamo migliorare moltissimo sulle visite ambulatoriali specialistiche, snellire tutte le pratiche di accesso ed accorciare i tempi di attesa».
 

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