Sicurezza
Gli agricoltori non pagano l’Imu
Calci definito “parzialmente montano”. Vecchiano e S. Giuliano nessuna esenzione
CALCI. Il governo ha messo la parola fine alla vicenda dell’Imu sui terreni agricoli rivedendo i criteri altimetrici che definiscono i comuni montani (totalmente esenti da questa imposta), rispetto a quelli parzialmente e non montani. Una revisione che inserisce Calci tra i comuni “parzialmente montani”, mentre Vecchiano e San Giuliano rimangono tra quelli “non montani”. Questo fa sì che a Calci tutti i proprietari di terreni agricoli devono pagare l’Imu, ad eccezione dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, le cui proprietà sono esenti. A Vecchiano e San Giuliano, invece, non esiste alcuna esenzione. Per quanto riguarda il pagamento, previsto per domani, slitta al 10 febbraio.
Una vicenda intricata se si pensa che la modifica ai precedenti criteri è avvenuta in un consiglio dei ministri straordinario a 48 ore dalla scadenza fissata e poi logicamente prorogata. Una modifica che ha corretto e allargato in maniera considerevole il numero dei comuni totalmente esenti (3.456, invece di 1.498); quelli come Calci con esenzione parziale sono invece 655.
«La gestione di tutta la vicenda è stata a dir poco imbarazzante – commenta il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti -. Basti pensare che i nuovi criteri e la data del pagamento ci sono stati comunicati nel pomeriggio di venerdì. Immaginate quindi i disagi per i cittadini che fino all’ultimo sapevano della scadenza del 26 gennaio e non potevano avere risposte dai nostri uffici. Entrando nel merito – dice ancora il sindaco -, dobbiamo dire che l’esenzione per i coltivatori diretti ci soddisfa. Un balzello in meno per i nostri agricoltori che in questa stagione hanno visto crollare le loro produzioni di olio per colpa della mosca olearia. L’Imu sarebbe stata un ulteriore colpo. Pagano invece – conclude Ghimenti – tutti coloro che per passione coltivavano i terreni contribuendo comunque a mantenerli puliti e quindi garantendo all’assetto idrogeologico. Per loro si tratta di una grande penalizzazione».
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