Il Tirreno

Pisa

COBAS SU AMBULANZE

Va riscritta la convenzione tra azienda e associazioni

PISA. «È urgente rivedere la convenzione tra Azienda Ospedaliera Pisana e associazioni e non contrapporre il personale del terzo settore a quello ospedaliero che già oggi è a dir poco carente»....

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PISA. «È urgente rivedere la convenzione tra Azienda Ospedaliera Pisana e associazioni e non contrapporre il personale del terzo settore a quello ospedaliero che già oggi è a dir poco carente».

Tiziana Petrocelli dei Cobas propone la soluzione alla criticità sollevata nei giorni scorsi dal nostro giornale sulle attese dei pazienti nei trasferimenti interni al Santa Chiara e a Cisanello.

«Sono pochi a conoscere il funzionamento del servizio ambulanze in convenzione tra Azienda Ospedaliera e associazioni (Anpas, Cri e Misericordie) e conoscerlo aiuterebbe a individuare il vero problema – afferma Petrocelli –. Il servizio ambulanze ha un ruolo nevralgico all'interno dell'ospedale, ma è gestito con logiche di risparmio, con ripercussioni negative sulla qualità del servizio e sulla salute dell'utenza malata, parcheggiata spesso nei corridoi in attesa dell'ambulanza per il trasferimento nei reparti».

Tra una visita e un'analisi, il paziente è costretto a lunghe attese, salta spesso il pasto e rischia di contrarre infezioni.

«Il servizio ambulanze interno all'Azienda Ospedaliera, già sottodimensionato, ha subìto nel corso degli ultimi anni ulteriori riduzioni, in parallelo al potenziamento dei padiglioni ospedalieri – prosegue la sindacalista –. Il personale opera in condizioni disagiate, con carichi di lavoro insostenibili che generano stress correlato e quindi una maggiore esposizione al rischio per lavoratori e utenza del servizio. Ecco così spiegati i ritardi nei trasporti interni all'ospedale con pazienti costretti a lunghe attese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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