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La Geofor: l’inceneritore non è pericoloso

La Geofor: l’inceneritore non è pericoloso

Il presidente Marconcini d’accordo con la chiusura ma a patto di costruire un impianto più moderno

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PISA. Costoso sì, pericoloso no. Parola di Paolo Marconcini, presidente della Geofor, la società di raccolta e smaltimento rifiuti che gestisce l’inceneritore di Ospedaletto. Ed è proprio su quest’impianto contestato che il manager punta i riflettori rispondendo al comitato NonbruciamociPisa che nei giorni scorsi, attraverso Carlo Iozzi e Antonella De Pasquale, ha lanciato una serie di accuse. Marconcini ricorda che la scorsa settimana c’è stato uno «stop momentaneo del sistema di aspirazione fumi, non un "un black out che ha messo fuori funzione il sistema di abbattimento dei fumi", che nella riga dopo diviene addirittura "abbattimento degli inquinanti", come invece scrivono nel loro intervento Iozzi e De Pasquale. Evidentemente lo stop di un impianto di ventilazione non era confacente a quanto l'intervento del comitato intendeva comunicare, ossia che l'impianto è pericoloso ed inquinante!».

«L'azienda - sottolinea Marconcini - mette online tutti i dati, il nostro atteggiamento di trasparenza dimostra che non gestiamo un impianto pericoloso. Relativamente ai fatti, abbiamo seguito tutte le procedure di norma, così come facciamo sempre ed abbiamo fatto per le recenti brevi fermate, dovute a pulizia e manutenzione, utili quindi alla conduzione dell'impianto. Abbiamo perciò informato dettagliatamente gli enti competenti. Abbiamo verificato che quanto accaduto ci ha procurato un danno ad una caldaia, per la qual cosa stiamo intervenendo, mantenendo tutte le linee di protocollo e di prudenza necessarie. È per questo che siamo ripartiti con una sola linea dell'impianto. È bene ribadire che il danneggiamento alla caldaia non produce nessuna tossicità, bensì fuoriuscita di vapore acqueo. L'inceneritore di Ospedaletto può essere considerato costoso, ma non pericoloso. Mi pare semmai pericoloso che, per un guasto provocato da un terzo, si generi una perturbazione sulla linea dell'Enel, di entità tale da mettere in crisi un impianto come l'inceneritore, che tra l'altro fornisce energia elettrica all'Enel stessa. Credo che la sicurezza nei confronti di quell'impianto dovrebbe essere maggiore ed è singolare che nessuno dica nulla di questo».

Poi il presidente Marconcini conclude: «Anche secondo me quell'inceneritore potrebbe essere chiuso, così come l'impianto di Livorno. Ma questo dovrebbe avvenire a patto di costruire un nuovo impianto, più moderno e produttivo, in grado di produrre energia e calore, e di accogliere i rifiuti speciali non pericolosi. Tra l'altro, quest'ultima tipologia di rifiuti non viene colpevolmente considerata, la qual cosa rischia di far saltare tutti i piani di Ato e Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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