Il Tirreno

Pisa

IL PROCESSO

Truffa immobiliare milionaria

Truffa immobiliare milionaria

Tra gli otto rinviati a giudizio anche un direttore di banca pisano

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PISA. C’è anche un pisano tra gli otto inviati a giudizio a Livorno per una presunta maxi truffa immobiliare in località Ghiaccioni, alle porte di Collesalvetti.

Si tratta di Gabriele Bracci, 44, all’epoca dei fatti direttore dell’Agenzia 1 di Livorno della Cassa di Risparmio di San Miniato, accusato di truffa in concorso.

In discussione ci sono quasi tre milioni di euro a cui avrebbero fatto da contorno estorsioni e riciclaggio.

Un buco nero dentro al quale - è la tesi dell’accusa - sono stati intrappolati una ventina di acquirenti, ora parti offese nel procedimento, rimasti senza i soldi investiti e soprattutto senza la casa che avevano in buona parte pagato. Racconta Marco Nocchi, portavoce del Comitato: «Adesso che questo passo è stato fatto speriamo che chi di dovere ci aiuti a trovare gli strumenti per finire le case e andarci finalmente a vivere».

L’appuntamento per la prima udienza del dibattimento è fissato per il 4 giugno alle 9. In quella sede gli otto imputati - come ripetono i loro avvocati «potranno dimostrare la loro innocenza». Del reato di truffa aggravata in concorso dovranno rispondere agenti immobiliari, imprenditori, titolari di imprese edili, architetti e bancari.

Tra le accuse anche quella di aver mostrato agli acquirenti false fotografie ritraenti cantieri edili diversi da quelli da quelli relativi agli immobili che erano al centro del preliminare di vendita per convincerli a versare le somme pretese indicate come necessarie all’opera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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