Attenzione
«Un racket degli scippi alla luce del sole»
Piazza Manin, i bancarellai denunciano: noi vediamo i capi-banda, ma nessuno interviene
PISA. Se non ci fossero conseguenze negative per i turisti, sempre più vittime di scippi, sarebbe quasi uno scenario comico. In Piazza Manin ci sono carabinieri e vigili. Ma basta girare l’angolo, verso via Contessa Matilde, per trovare decine venditori abusivi di merce contraffatta e aste per i “selfie”. Sono aumentate le forze di polizia lungo l’asse Piazza Manin – Piazza Duomo. E i primi risultati si sono visti con la denuncia di quattro pluri-pregiudicati. Ma secondo i bancarellai si tratta solo di una calma apparente. «Che ci siano i carabinieri o meno, qui ci sono sempre i soliti noti che gestiscono bande di borseggiatori – afferma una signora che da anni possiede una rivendita ambulante e che ha il quadro della situazione -. Questa bancarella era di mia madre: dal 1956 molte cose sono cambiate, gli scippatori ci sono sempre stati ma adesso la situazione è davvero paradossale». «Vede, adesso c’è la polizia – racconta indicando una pattuglia stazionata in Piazza Manin -. Appena si sposterà, torneranno i venditori abusivi e le borseggiatrici rom. La postazione fissa delle forze dell’ordine non basta. Qui c’è una banda ben organizzata dedita allo scippo. Noi che lavoriamo qui tutto il giorno sappiamo chi sono e cosa fanno». Nel frattempo in via Bonanno Pisano gruppi di turisti scendono dalla Lam Rossa. «Sono fortunati, adesso i ladruncoli non ci sono. Questa mattina (ieri ndr) c’era uno dei tre capobanda proprio alla fermata del bus, dava indicazioni a due ragazze rom che si sono subito messe all’opera. Sappiamo come operano, lo vediamo tutti i giorni: indossano vestiti larghi o una grande borsa a tracolla, si avvicinano a gruppi numerosi di turisti e, con la mano nascosta dalla borsa, frugano nelle tasche e negli zaini degli ignari malcapitati». Ciò accade sulla Lam ma anche all’ombra della Torre. «Più volte abbiamo sventato reati di questo tipo, ma poi siamo noi a rimetterci: i capi dell’organizzazione non hanno certo facce rassicuranti, vengono da noi con aria di sfida, sono molto prepotenti – sottolinea -. Noi mettiamo in guardia i turisti quando questi personaggi non ci vedono. È brutto dirlo, ma dobbiamo anche pensare a tutelare noi e la nostra unica fonte di reddito». «Ci hanno cacciato da Piazza dei Miracoli con grande forza. Perché il Comune non ha la stessa decisione contro queste bande di balordi? - aggiunge un’altra bancarellaia - È una vergogna».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
