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Normalista espulso dall'Italia, l’ultimo delirio: «Sono jihadista come Nietzsche»

Pietro Barghigiani
Normalista espulso dall'Italia, l’ultimo delirio: «Sono jihadista come Nietzsche»

Allerta terrorismo, rimpatriato in Turchia come persona pericolosa il fisico teorico parla di equivoco: «I servizi segreti mi seguivano, ecco perché ho scritto quelle mail alla Cia: ma non sono un pazzo»

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PISA. Una dozzina di e-mail inviate nel giro tre-quattro giorni nella settimana precedente il Natale 2014. Messaggi con contenuti che oscillano dalle minacce all’autolesionismo. Sufficienti, però, soprattutto per il livello dei destinatari, a far scattare i sistemi di sicurezza conclusi con l’espulsione dell’autore delle missive “incendiarie” che in una mail al Tirreno elogia i piaceri italiani del buon vino e il limoncello assaporati durante il suo breve soggiorno pisano.

Genio paranoico. Furkan Semih Dündar, 25 anni, dottorando turco per poco più di un mese e mezzo corsista alla Normale, per quello che ha fatto e per come lo ha messo in pratica, appare più un genialoide afflitto da paranoia che un aspirante terrorista islamico. Ma questo non significa che potenzialmente non potesse diventare pericoloso. Dice il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione: «Si è trattato dell'individuazione di una persona che studiava da noi, e che ha manifestato alcuni intendimenti per il tramite di comunicazione elettronica. Questo ha reso prudente l'adozione del provvedimento».

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«Sono un jihadista come Nietzsche». “Il Tirreno” gli ha chiesto ieri pomeriggio via e-mail quale fosse la sua reazione dopo la diffusione della notizia. Ecco la sua risposta: «Dopo tutto quello che hanno fatto i servizi segreti turchi e le organizzazioni italiane (il giudice ha confermato che mi seguivano fin da quando sono arrivato), in un certo senso, sono diventato paranoico. È vero. Però, con una ragione. Questo può accadere se una persona viene presa in giro e trattata come un nemico senza motivo. In ogni caso, adesso, io sono molto soddisfatto».

Sui messaggi farneticanti alla Cia dice: «Per quanto riguarda la parte "pazza" siccome io sono contrario alle attuali religioni monoteiste (tutte), loro possono aver pensato che fossi un pazzo. Un fisico pazzo è sempre una bella immagine. Però io non sono pazzo. Mi permetta di darle il titolo: «Io sono un jihadista come lo era Nietzsche».

«Perseguitato e pedinato». Dündar ha riferito alla Digos di essere ateo e non più musulmano da 8,9 anni e di aver scritto alla Cia per richiamare l’attenzione su di sé e porre fine ai controlli che, a suo dire, i servizi segreti turchi portavano avanti fin dalla Turchia e persino in Italia. Sostiene addirittura che lo avrebbero pedinato anche a Mosca. I messaggi di minaccia jihadista «li ho scritti perché era il tema caldo del momento» e, nella sua teoria, poteva meglio servire al suo scopo. Non ci sono stati, tuttavia, riscontri all’ipotesi denunciata dallo studente di fisica ai poliziotti. Una cattiva traduzione dal turco all’inglese sarebbe, inoltre, per il dottorando una delle cause dei suoi guai, oltre al suo carattere ritenuto «particolare per la società, sebbene non tra i fisici» spiega. «Dato che ero seguito per le strade e ovunque - e l'ho notato dal primo giorno del mio arrivo in Italia - come se fossi il loro nemico, in uno dei messaggi che ho mandato alla Cia ho scritto qualcosa come: "Forse voi avete pensato che io stessi per farmi esplodere di fronte all'ambasciata Usa. Pensate che non ho niente da fare in questo mondo e penso a voi giorno e notte?” – è la difesa di Furkan –. Tutto quello che voglio è una mente serena per studiare senza essere trattato come un nemico per nessuna ragione. In realtà all'inizio io volevo l'aiuto della Cia, pensando che loro avrebbero forse potuto risolvere la faccenda. Successivamente ho iniziato a scrivere messaggi provocatori a vari posti per essere arrestato e quindi mettere fine a questa situazione. Sono contento che sia finita».

Niente scritti su siti islamisti. Gli investigatori, contrariamente a quanto diffuso in un primo momento, non hanno trovato riscontri a scritti o sostegni apologetici su blog o siti da parte dello studente all’integralismo islamico più violento. Ha spedito e-mail alla Cia, ma anche ai servizi segreti italiani. Le ambasciate Usa e altre istituzioni messe al centro del mirino dei suoi annunci-appelli. «Oggi esploderà un'ambulanza a New York. È il terrore post moderno. È geniale» è il testo di una mail. Il 21 scrive: «Oggi penso di uccidermi». Il giorno dopo la Digos, dopo la segnalazione dell’intelligence Usa, si è presentata in via Volturno 29 dove lo studente viveva dai primi di novembre. La magistratura lo ha indagato per procurato allarme e il 26 dicembre è scattata l’espulsione eseguita dalla prefettura sulla base della direttiva del ministero dell’Interno. È stato ritenuto un soggetto pericoloso. E come escamotage procedurale gli hanno contestato il possesso del solo visto turistica al posto del permesso di soggiorno per motivi di studio. Furkan ieri ha postato un messaggio oggi sul suo blog personale nel quale dice di stare «cercando una posizione di dottorato di ricerca in gravità quantistica, ma non sono in grado di entrare nello spazio Schengen per cinque anni». Intanto, il mondo “anarchico” dei social si è già appropriato del personaggio. Su Facebook è stata creata una pagina “Furkan Semih Dundar - fans”.
 

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