Attenzione
Polemica sui pini abbattuti «Ci sono forse interessi?»
Il consigliere Garzella insinua il dubbio che tutto ruoti sulla vendita di legname «Il disboscamento sulla Pisorno non è stato così selettivo come previsto»
PISA. «Abbiamo il sospetto che ci siano interessi legati alla vendita del legname». Mentre continua la polemica sul taglio degli alberi in via Pisorno, Giovanni Garzella (presidente della prima commissione consiliare di controllo e garanzia) mette insieme due elementi: non hanno ancora una risposta alcune delle domande poste in un’interrogazione al sindaco risalente allo scorso ottobre; inoltre, quando il parassita Matsucoccus feytaudi ha decimato i pini marittimi in altre aree del Parco, la ditta che ha eseguito l’incarico «si è autopagata» prendendo il legno. Nulla di illegittimo è stato commesso allora; anzi, il sito dello stesso parco di San Rossore mostra un corposo dossier in cui si spiega che la vendita del legname è uno dei canali di finanziamento e i suoi introiti vanno reinvestiti nella lotta biologica contro la cocciniglia dei pini «per intensificare opere di piantagione e quindi ricostituzione del bosco e per eseguire necessari monitoraggi di tipo naturalistico sull’impatto degli interventi». Però questa volta le cose non sono così lineari, perché il «disboscamento» effettuato sulla Pisorno non sarebbe stato così selettivo come dalle carte doveva risultare. Dal sopralluogo effettuato il 16 gennaio, la commissione ha rilevato che le risposte date dall’assessore Paolo Ghezzi per conto del sindaco non hanno trovato riscontro: «Ci hanno detto che sarebbero stati tagliati 300 alberi entro i 20 metri dalla strada – specifica Garzella – ma non è rimasto più un fusto e sono intervenuti fino a 30 metri». Insomma, si può capire che un albero malato e pericolante costituisca un pericolo; ma se che senso ha tagliare persino «tronchi piccoli», di diametro inferiore a dieci centimetri? Garzella ricorda che quella lungo l’Aurelia è «un’area boschiva» e come tale va trattata: «Ci rivolgeremo all’Ente Parco, alla Regione» e a tutti coloro che sono competenti, perché gli alberi ormai non ci sono più, «ma è nostro compito capire se siano stati commessi degli illeciti». In attesa di sciogliere tutti i dubbi, in commissione circolano anche dei paragoni: quando c’è stato il raduno nazionale degli scout Agesci, il mondo accademico si è sollevato in massa e le varie segnalazioni sono finite persino in procura; bene, adesso ci si chiede come mai dall’Università non giungono voci? L’Ateneo è proprietario dell’area e l’ha dato in gestione al Parco. Ghezzi ha precisato, tra l’altro, che «l’intervento è stato studiato sia per favorire l’incremento della diversità floristica del sottobosco conservando anche il valore storico e paesaggistico del bosco, sia per contribuire alla messa in sicurezza della strada».
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