Il Tirreno

Pisa

Borseggiatrici all’assalto dei turisti

di Pietro Barghigiani
Borseggiatrici all’assalto dei turisti

Otto denunce dei carabinieri nel contrasto a una piaga quotidiana. Facevano le pendolari in treno dai campi rom liguri

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PISA. Li aspettano alla stazione o in piazza dei Miracoli senza disdegnare la vicina piazza Manin. Quando il bersaglio è a portata di mano c’è chi si improvvisa turista e si avvicina alla comitiva con tanto di cartina a fare da copertura alle mani leste a frugare nelle borse. Ma c’è anche chi, con meno tatto, una volta puntato il gruppo lo molesta con spinte e sarabande varie in modo da disorientare il turista e alleggerirlo.

Allo stillicidio quotidiano dei borseggi, sulla Lam come in strada, il nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri diretto dal tenente Andrea Barbieri ha dato una prima risposta: otto donne rom, pendolari dalla Liguria, sono state denunciate per tentato furto in concorso, aggravato dall'utilizzo di minori e per essere in numero superiore a cinque. Nella banda c’era anche un ospite inconsapevole: una neonata di pochi mesi.

La tipologia dei raggiri adotti dalle squadriglie di romè un campionario del borseggio elevato a tecnica seriale ai danni del turista da depredare. I visitatori, e sono migliaia, ogni giorno vengono avvicinati da autentiche bande di giovani rom.

In alcuni fanno finta di essere turiste anche loro e, cartina della città alla mano, si avvicinano agli ignari visitatori stranieri, impegnati ad ammirare palazzi e monumenti, ma distratti rispetto a ciò che gli capita sotto il naso. Che si traduce in mani abilmente occultate sotto le cartine della città, agili nell’esplorare tasche e borselli, spesso pieni di portafogli, macchine fotografiche e altri oggetti di valore.

Ma capita anche che le borseggiatrici, che da pendolari diligenti prendono il treno in Liguria e scendono alla stazione di San Rossore o a quella centrale, decidano di camuffarsi da turiste. In quel ruolo si avvicinano ai gruppi di visitatori, spesso scegliendo quelli che reagiscono di meno come giapponesi e coreani, e iniziano a spaventarli fino a spintonarli per creare scompiglio. Basta un attimo di distrazione e una borsa viene strappata o una macchina fotografica cambia tasca.

Piazza dei Miracoli è un campo di battaglia per gli assalti quotidiani che i turisti devono subire nella loro vulnerabile insicurezza. Non va meglio alla stazione ferroviaria. Quando le forze dell’ordine intervengono spesso è troppo tardi. Il turista derubato preferisce non perdere la coincidenza di treno o bus e rinuncia a sporgere denuncia. E la borseggiatrice ringrazia.

Il blitz concluso con le otto denunciate è avvenuto in zona stazione grazie alla segnalazione di due italiani che avevano descritto al telefono un vero e proprio assalto ad un gruppo di turisti giapponesi in attesa di un bus in piazza.

Distratti da alcune, strattonati da altre, i turisti erano "assediati" dalle giovani nomadi. I carabinieri sono arrivati in quattro e a fatica sono riusciti a fermare il gruppetto di otto donne. Sono tutte provenienti da campi nomadi della Liguria e quasi ogni giorno prendono il treno e vengono a Pisa per "lavorare". Hanno pagine di precedenti e quasi sempre forniscono nomi e generalità diverse, ma le impronte del codice univoco di identificazione non tradiscono.

Le quattro maggiorenni denunciate hanno detto di chiamarsi Suada Sejdic, nata in Bosnia, 32 anni, Miriana Sejdic, nata in Bosnia, 33 anni, Azemina Cizmic, nata in Croazia, 40 anni, Berlini Hrustic, nata in Bosnia, 21 anni. Due erano anche incinte. Le altre quattro, tutte minorenni intorno ai 15 anni, sono state identificate e denunciate e per una è stato emesso un foglio di via per 3 anni da Pisa.

Dopo le denunce i carabinieri hanno sequestrato anche uno degli strumenti del mestiere di borseggiatrice: le cartine turistiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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