Gioco
Fermato un gruppo di nomadi che tentava di derubare i turisti giapponesi
Le donne erano arrivate da campi della Liguria e avevano portato con sé una neonata, due di loro erano in stato interessante. Scattano otto denunce per tentato furto, sequestrate la cartine della città "strumento del mestiere".
PISA. Un scena purtroppo già vista diverse altre volte: i numerosi autobus di turisti che arrivano al parcheggio o in stazione ed i visitatori che a piedi si dirigono verso la torre pendente e piazza dei miracoli, vengono quotidianamente avvicinati da vere e proprie bande di giovani ragazze rom.
In alcuni casi le giovani zingare fanno finta di essere turiste anche loro e, cartina della città alla mano, si avvicinano agli ignari visitatori stranieri, intenti ad ammirare le bellezze del nostro capoluogo ma distratti rispetto a ciò che gli capita sotto il naso, e cioè mani abilmente occultate sotto le cartine di Pisa, che esplorano tasche e borselli, spesso pieni di portafogli, macchine fotografiche e altri preziosi oggetti.
Altre volte le bande di giovani rom non si peritano nemmeno di camuffarsi da turisti: si avvicinano ai gruppi di visitatori, spesso scegliendo quelli che reagiscono di meno come giapponesi e coreani, e iniziano a spaventare e persino spintonare i turisti. Basta un attimo di distrazione e una borsa viene strappata di mano, o una macchina fotografica cambia proprietario.
Stesse scene si ripetono nei pressi della stazione ferroviaria, luogo dove è facile arrivare ma soprattutto andarsene con rapidità.
Quando si interviene è spesso troppo tardi: il turista si trova in una città a lui estranea, non parla italiano e spesso nemmeno inglese, ha i tempi contingentati e il suo treno o autobus riparte di li a breve; quasi sempre non c’è nemmeno il tempo di fare denuncia e quando questo tempo c’è, diverse volte si risolve con una mera “formalizzazione” del furto subito, in quanto gli spunti di indagine sono scarsissimi o nulli.
I carabinieri sono riusciti a fermare tutto un gruppo di giovani nomadi: due equipaggi del Nucleo Operativo e Radiomobile - che quotidianamente e silenziosamente, 24 ore al giorno, vigilano sul territorio - sono intervenuti rapidamente in zona stazione ferroviaria, dopo la segnalazione di due italiani che avevano descritto al telefono un vero e proprio assalto ad un gruppo di turisti giapponesi, intenti ad aspettare gli autobus fuori dalla stazione.
Distratti da alcune, spintonati da altre, i turisti erano “assediati” dalle giovani nomadi.
I carabinieri, nonostante fossero in quattro, sono riusciti a fermare ben nove zingare ed a portare tutte in caserma (con loro c'era anche una neonata). Impossibile dire se erano riuscite a rubare o meno: i turisti si erano già allontanati con il bus, mentre i testimoni italiani, sentiti a sommarie informazioni, hanno ben descritto le modalità con cui operavano le nomadi ma non hanno saputo dire se le stesse avessero sottratto qualcosa o meno.
Tutte le nomadi, provenienti da campi nomadi della Liguria, quasi quotidianamente prendono il treno e vengono a Pisa per “lavorare” con le modalità prima indicate.
Alcune di loro, fotosegnalate, già a vent’anni presentano delle pagine di precedenti ed identificazioni che spesso fanno impallidire il più incallito degli spacciatori tunisini. Quasi sempre forniscono nomi e generalità diverse, quasi giocando a farsi beffa delle varie forze di polizia che le fermano, ma le impronte digitali ed il cui (codice univoco assegnato all’atto dell’identificazione) non tradiscono.
Denunciate quattro di loro, che hanno asseritamene detto di chiamarsi Sejdic Suada, nata in Bosnia nell’1983, Sejdic Miriana, nata in Bosnia il nell’1982, Cizmic Azemina, nata in Croazia nel 1975, Hrustic Berlina, nata in Bosnia nel 1994, e che sono risultate maggiorenni, due delle quali in stato interessante.
Le altre quattro, tutte minorenni intorno ai 15 anni, sono state identificate e denunciate anch’esse.
I reati contestati sono il tentato furto in concorso, aggravato dall’utilizzo di minori e per essere in numero superiore a cinque; sequestrate le cartine della città, "strumento del mestiere”.
Per una di esse, formalmente nata nella comunità europea, è stato richiesto e subito emesso dal Questore il foglio di via per tre anni da Pisa, notificato all’interessata.
Le otto hanno nominato per la difesa un avvocato di Genova: legale di fiducia.
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