Il Tirreno

Pisa

Siciliani, morte con giallo chiesta la riesumazione

di Pietro Barghigiani
Siciliani, morte con giallo chiesta la riesumazione

Iniziativa dei familiari del notaio per chiarire eventuali responsabilità sanitarie La Procura indaga diversi medici che hanno avuto in cura il professionista

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PISA. La riesumazione della salma per poter accertare con un’autopsia, anche se a distanza di due mesi dal decesso, eventuali responsabilità mediche nelle cause di morte.

È la richiesta formalizzata alla Procura dai familiari del notaio Paolo Siciliani, deceduto il primo novembre scorso all’età di 78 anni. La scomparsa del noto professionista diventa un piccolo giallo che moglie e figlia chiedono alla magistratura di chiarire. Come atto dovuto sono stati iscritti sul registro degli indagati diversi medici che hanno avuto in cura Siciliani.

I dubbi su una presunta negligenza sanitaria, ritenuta cruciale nell’aver contribuito al decesso del notaio, per settimane hanno assillato i familiari che alla fine hanno deciso di affidarsi alla Procura per diradare i sospetti su quelli che ritengono essere stati errori umani nella morte del loro congiunto.

Il fascicolo è sulla scrivania del sostituto procuratore, Giovanni Porpora che ha affidato un incarico alla dottoressa Diana Bonuccelli dell’ospedale di Lucca. Il consulente avrà accesso alle cartelle cliniche di Siciliani e, qualora lo ritenesse opportuno per rispondere al quesito posto dal magistrato al momento della nomina, potrà anche chiedere al riesumazione del corpo. Il medico legale che si è preso 90 giorni di tempo per decidere.

Nell’eventualità della riesumazione anche i professionisti della famiglia e degli indagati assisteranno alle fasi di raccolta degli elementi diretti ad accertare l’esatta causa del decesso di Siciliani.

Il notaio è stato un personaggio conosciuto in città non solo per la sua attività professionale. La sua incursione, da dirigente, nel mondo del calcio lo aveva consegnato alle cronache del Pisa quando, negli anni Settanta, era stato commissario straordinario del Pisa Sporting Club nella stagione 1971-72 dopo sette anni di presidenza di Giuseppe Donati, il presidente che aveva riportato il Pisa in serie A nel campionato 1967-68.

Ma era stata la professione di notaio ad averlo reso famoso a Pisa, anche, negli ultimi anni, per vicende che lo avevano amareggiato. Inciampi giudiziari di cui aveva sofferto e che avevano offuscato il successo raccolto nella sua lunga attività che aveva il suo fulcro nella sua casa-studio, in piazza Sant'Antonio.

La figlia, l’avvocato Simona Concetta Siciliani, lo ricordò così in chiesa nel giorno del funerale: «Papà è spirato nella notte di venerdì e sabato scorsi fra le braccia piene di amore di mia madre e sotto i miei occhi increduli, ma lui non ci ha lasciati il primo novembre, ma molto tempo prima, nel maggio del 2008, quando iniziarono le sue vicissitudini, quando fu sospeso ingiustamente dalla sua professione alla quale aveva dedicato tutta la sua vita, svolgendo la sua attività con passione, generosità e intelligenza, doti alle quali seppe unire quella rara qualità che è l'umiltà, virtù che appartiene solo ai grandi. Eppure tutto ciò ha generato quelle basse invidie che ordirono con accanimento il suo declino professionale. Cominciò allora a spengersi lentamente e dolorosamente, una sofferenza che iniziò a minarlo nel corpo e nell'anima».

Ora l’inchiesta per capire se ci sono responsabilità nella sua morte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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