Il Tirreno

Pisa

incontro

Presentato ai ragazzi il libro che racconta l’omicidio di Vanessa

Gli studenti del Buonarroti durante l'incontro
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Gli studenti del Buonarroti durante l'incontro

Al liceo Buonarroti una iniziativa dedicata alla violenza contro le donne, c'era anche la madre della ventenne che nel 2009 fu uccisa da un amico

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PISA. Con il romanzo-biografia “Meraviglioso amore - Storia di V.” la giovane casa editrice pisana è stata ospite del liceo Buonarroti di Pisa che, in occasione del periodo di autogestione, ha dato vita ad un gruppo di lavoro dedicato alla violenza alle donne. E proprio di questo, Maria Grazia Forli, madre della ventenne Vanessa uccisa nel 2009 dall'amico, e Giovanna Bellini, neurologa e criminologa, hanno parlato di fronte ad un nutrito numero di studenti che hanno affollato l'auditorium della scuola. Ad accompagnarli uno dei fondatori della casa editrice, il giornalista Stefano Mecenate.

Testimonianze, confronti, esperienze si sono alternate nelle oltre due ore di presentazione che, dalla tragica esperienza della vicenda di Vanessa, si è allargata alla cronaca e alle numerose forme con le quali la violenza contro la donna viene esercitata dall'uomo, da quella estrema dell'omicidio a quelle non meno drammatiche della violenza domestica, dello stalking, del ricatto sui posti di lavoro e dal disvalore che una certa pubblicità e certi spettacoli continuano a perpetrare mostrando unicamente la donna come oggetto.

Nei suoi interventi, la dottoressa Bellini ha cercato di analizzare i rapporti disfunzionali uomo-donna, la violenza di genere e i segnali di allarme che possono far mettere in guardia contro il comportamento di certe persone, concludendo con un invito agli studenti a partecipare con i loro contributi al dibattito che ha aperto nel suo sito www.stalkingtalk.it, ringraziandoli per la loro serietà e per l'impegno che hanno messo nello svolgere il loro lavoro in questi giorni di autogestione.

Maria Grazia Forli, dal canto suo, ripercorrendo i dolorosi momenti che hanno portato alla scoperta dell’omicidio della figlia, ha ricordato la sua battaglia per la certezza della pena prendendo spunto proprio da quanto accaduto con l'uccisore della figlia il quale, grazie ad una serie di cavilli e sconti di pena ha visto la sua condanna ridotta a pochi anni di detenzione.
 

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