Lutto
Nicola Badaloni, un incontro per ricordare il sindaco filosofo
Saranno trattati anche gli aspetti meno noti del suo pensiero. Sono previste le relazioni di Giuliano Campioni e Mario Marino, oltre all'introduzione di Maurizio Iacono
PISA. Il 20 gennaio di dieci anni fa è scomparso Nicola Badaloni, studioso di fama internazionale e attivo protagonista della vita culturale e civile italiana fin dagli anni del dopoguerra. A partire dall’anno 1957-58 Badaloni ha sempre insegnato a Pisa dove si è formato e soprattutto ha formato intere generazioni: nelle più diverse vie intraprese, in dirigenti politici, amministratori, studiosi, insegnanti, è unanime il riconoscimento di un incontro importante, decisivo nella loro vita.
A dieci anni dalla sua morte il Seminario di filosofia del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere, coordinato da Lorenzo Calabi, ricorda e onora questo grande intellettuale con alcune relazioni (Giuliano Campioni e Mario Marino) che ne studiano gli inizi nell’immediato dopoguerra e con una introduzione di Maurizio Iacono.
Appuntamento il 20 gennaio alle 15.30 nell'aula Barone in via Pasquale Paoli.
Nicola Badaloni è stato per molti anni presidente dell’Istituto Gramsci nazionale, e membro del Comitato Centrale del Pci. Livorno, la città in cui è nato il 21 dicembre del 1924, ha avuto un ruolo importante nella sua vita: Badaloni è stato prima assessore e poi l’amato sindaco “filosofo” di Livorno dal 1954 al 1966 negli anni difficili della ricostruzione. Alla storia della sua città nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento, ha dedicato importanti studi raccolti e sviluppati nei volumi Democratici e socialisti nella Livorno dell’800 del 1966 e in Movimento operaio e lotta politica a Livorno 1900-1926, del 1977.
Nel 1941 Badaloni si iscrisse alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa dove si laureò nel 1945 in Filosofia con la tesi Retorica e storicità in Vico. Relatore era Cesare Luporini, con cui manterrà, in tutto il suo percorso, un rapporto di militanza e di confronto politico e teorico. Badaloni ha partecipato, da protagonista, alla svolta nella storiografia e nella metodologia filosofica italiana a partire dagli anni Cinquanta. Del 1955 è la sua ricostruzione, fortemente innovativa, del pensiero di Giordano Bruno, autore su cui è tornato più volte, tra l’altro con il volume del 1988: Giordano Bruno. Tra cosmologia ed etica. Ampie le sue ricerche sul Rinascimento, su Tommaso Campanella – del 1965 l’importante monografia – e sulla diffusione del newtonismo in Italia (Antonio Conti. Un abate libero pensatore tra Newton e Voltaire, 1968). In un confronto diretto con la storiografia idealistica e con lo storicismo, Badaloni ha disegnato una linea di sviluppo del pensiero moderno fino ad Hegel, Feuerbach e agli autori del marxismo: Marx, Engels, Labriola, Gramsci affrontati in molti lavori di ricostruzione storica e di coerente impegno teorico e politico. Tra questi: Per il comunismo. Questioni di teoria (1972); Il marxismo di Gramsci. Dal mito alla ricomposizione politica (1975), Dialettica del capitale (1980); Il problema dell’immanenza nella filosofia politica di Antonio Gramsci (1988).
Commendatore della Repubblica italiana, benemerito della scuola, della cultura e dell’arte con diploma di prima classe medaglia d’oro, ordine del Cherubino di Storia della Filosofia, nel 2002 è stato insignito della nomina di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
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