Il Tirreno

Pisa

Tifosi, stallo sulle trasferte La società: «E i politici?»

di Antonio Scuglia
Tifosi, stallo sulle trasferte La società: «E i politici?»

Il comitato dei supporter: non possiamo accettare una regola che ci imponga di mandare via dal gruppo alcuni di noi perché sono sottoposti a Daspo

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PISA. La vicenda delle trasferte dei tifosi del Pisa, che pochi giorni fa sembrava avviata a una soluzione positiva e immediata, è tornata in alto mare. Il presidente del club calcistico cittadino ci crede ancora: «Per quanto mi sarà possibile - dice carlo Battini - ribadisco il mio impegno a risolvere la questione Supporter’s Trust nel miglior modo possibile. Per tutti. Invito anche le autorità politiche della città a dare un loro contributo al raggiungimento del nostro obiettivo». Al momento su questo fronte non sono arrivate risposte, ma non è escluso che ne giungano nei prossimi giorni.

Il direttivo del comitato Vecchio Cuore Nerazzurro (Centro Coordinamento, Tifosi diversamente abili, Associazione Cento, i Gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti) che detiene l’1% delle quote del Pisa 1909 ha approvato intanto all'unanimità un documento in cui dice no alla richiesta dell'Osservatorio del Viminale di escludere dal comitato i tifosi sottoposti a Daspo. Il nodo del contendere non è la partecipazione di questi tifosi (alcuni dei quali sono soci fondatori del Comitato) alle trasferte: va da sè che non possono farle.

Quello che il Comitato non accetta è che nello statuto del Trust questi tifosi debbano essere esclusi dall’associazione. «Nessuno - sostiene il direttivo - ci può dire chi fare entrare in casa nostra, o mettere fuori dalla porta! Perfino a livello nazionale, ad esempio, nessuno ha imposto al Pdl l'espulsione di Berlusconi nonostante le svariate condanne penali... Per assurdo, un pluriomicida può far parte del nostro Comitato ma un daspato, magari per aver suonato un tamburo, non ne può far parte e va radiato… tutto ciò è grottesco e anticostituzionale! E a Pisa, dove nel passato recente sono stati daspati tifosi per avere portato un tamburo allo stadio, il calcio e la passione continua anche grazie a quei ragazzi, taluni dei quali oggi soggetti a Daspo, che hanno sempre messo il Pisa al primo posto e che senza dei quali oggi il tifo e la passione a Pisa non sarebbe quello che tutti si conosce e ne andiamo fieri. E tutti noi siamo con loro».

Dal punto di vista normativo siamo davanti a un cane che si morde la coda: l’Osservatorio del Viminale, con la determina 46 del 10 dicembre 2014, permetteva alla tifoseria del Pisa, prima in Italia, di accedere alle trasferte senza Tessera del tifoso. Lo faceva - dopo la domanda depositata dall’Ac Pisa 1909 - in base a una determinazione (la numero 26 dell’11 luglio) che prevedeva l’istituzione dei Supporter’s Trust, e a sua volta presupponeva le norme precedenti (Nuove misure per la sicurezza e la partecipazione alle manifestazioni sportive) del’aprile scorso. E queste a loro volta escludono dai programmi di fidelizzazione i gruppi di tifosi all’interno dei quali vi siano soggetti sottoposti a Daspo.

Uno stallo superabile solo con reciproche concessioni che portino a una nuova normativa magari in deroga a quella vigente, ovviamente se ci sarà la volontà politica di farlo. Al momento il quadro non è roseo, ma il vice presidente operativo dell’Osservatorio, Roberto Massucci, nei giorni scorsi esprimeva la volontà di cercare una soluzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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