Il dolore
Ristoratore vecchianese sbarca in Africa
Fonda una società di import-export e apre un locale in Marocco: «Purtroppo in Italia non c’è futuro»
VECCHIANO. Per dare sviluppo alla propria attività, conservare il posto di lavoro agli otto dipendenti, incrementare l’occupazione anche estendendola ad altri cittadini, un noto imprenditore pisano ha deciso di sbarcare in Africa.
Per la precisione in Marocco, augurandosi di ottenre benefici dai fermenti (economici) che quella società sta vivendo.
È Federico Signorini, 23 anni, vecchianese, titolare del ristorante Barbarossa a Marina di Pisa. Ha costituito una società italo-marocchina import-export, privilegiando la ristorazione di cui è uno dei leader sul litorale.
«Qui da noi – spiega – non ci sono grosse possibilità per chi intende lavorare, dare lavoro e guardare con fiducia al futuro. La tassazione ha superato limiti insostenibili. Si aggiunga la burocrazia incredibile con lacci e lacciuoli di ogni tipo, che rappresentano una minacciosa palude per chi intenda volare alto…».
Concreto e motivato, con l’hobby dell’arte culinaria, in mezzo a cui è cresciuto, Federico Signorini esprime tutto l’entusiasmo per quella che considera una sfida elettrizzante.
Si descrive e racconta la sua storia: «Provengo da una famiglia storica di ristoratori. Mio nonno Bruno, prima a Pisa città, poi babbo Stefano a Marina di Pisa, insieme a mamma Paola. Ed io che sono chef come scelta di vita. Dopo avere tentato di affermarmi nello sport, ho militato in squadre dilettanti e ho sostenuto anche un provino per il Milan. Poi ho capito quale è la mia strada».
Così continua: «Ho più volte accompagnato babbo, appassionato cacciatore, nelle battute alle tortore in Marocco. Il giro si è allargato. Abbiamo preso atto che in Africa è tutto un cantiere: alberghi, villaggi turistici, residence, campi da golf. Costruiscono tantissimo quando invece in Italia l’edilizia versa in una crisi preoccupante».
Insieme ad una dinamica donna del Marocco, Tagbourte Lalla Ghizlne, 35 anni, la stipula del sodalizio.
«Metterò su un ristorante – prosegue l’imprenditore pisano – di contorno importazione ed esportazione di prodotti. Dall’Italia il caffè, i marmi, altri manufatti; dall’Africa arriverà il pesce proveniente direttamente dall’oceano, che ne è ricchissimo. Barbarossa – conclude Federico Signorini – proseguirà a Marina di Pisa. Ci stiamo adoperando anche con campagne promozionali, ma è inutile far finta di niente: qui non c’è futuro. Ecco da dove nasce la mia ricercala di un posto al sole, in Africa».
Gli otto dipendenti continueranno le loro mansioni nella struttura esistente, ma all’occorrenza saranno impiegati nella nuova realtà, al di là del mare.
Esiste l’opportunità, nella speranza dell’imprenditore, di poter offrire lavoro anche ad altre personale. (p.l.a.)
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