Il Tirreno

Pisa

«Non sono i divieti le armi da usare contro la movida»

di Pietro Barghigiani
«Non sono i divieti le armi da usare contro la movida»

Il prefetto Visconti apre alle ragioni degli universitari «Anche l’ordinanza antibivacco va rivista e migliorata»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’ordinanza antibivacchi? «Non sono d’accordo per riproporla nuda e cruda così com’è». Il provvedimento di divieto di vendere alcolici dalle 22 alle 6? «Non è in vigore, ma sarà necessario ragionare per trovare il modo di allentare la pressione sulla movida. Non sono per usare le armi dei divieti».

Il prefetto Attilio Visconti, da neanche due settimane inquilino di palazzo Medici, sul fronte della movida chiede la collaborazione di tutti e la estende, fatto nuovo, anche ai protagonisti della notte. Lo fa rivelando un approccio conciliante verso un fenomeno difficile da neutralizzare, ma che a diversi livelli, anche se nella diversità delle posizioni, tutti chiedono di poter trasformare in una convivenza pacifica.

Nell’incontro con una rappresentanza del consiglio studentesco dell’università, il prefetto ha dimostrato un’apertura di credito che ha sorpreso gli stessi giovani.

L’ordinanza antibivacco, firmata dal Comune in una fase acuta di risse e spaccio attorno alla stazione e che ha dato risultati concreti, il 5 febbraio perderà efficacia con la sua scadenza naturale.

Il prefetto svela la sua opinione, di cui l’amministrazione non potrà non tener conto.

«Così com’è non va bene – esordisce –. Sono invece per ragionarci sopra per vedere se si può migliorare. Stiamo aprendo vari momenti di confronto con Comune, questura, università e studenti per definire tutti i termini della questione. Mi devo prendere del tempo per conoscere».

In uno dei passaggi del provvedimento di Palazzo Gambacorti si vieta di «bere alcolici sotto i porticati della stazione, della galleria Gramsci e sui marciapiedi di via Mascagni; di consumare bevande alcoliche di qualsiasi genere, tranne che per i clienti dei pubblici esercizi presenti, negli spazi pubblici regolarmente concessi e occupati con tavoli e sedie».

Chiosa Visconti: «Se uno la birra l’ha comprata regolarmente non vedo perché deve essere sanzionato. Diverso il discorso se l’ha comprata da un venditore abusivo e senza scontrino. È questo il termine della questione».

Il capitolo movida è ancora più delicato. La stagione dei tiratardi è alle porte. Lo scorso anno furono 47 i giorni, dal 15 maggio al 30 luglio, in cui restò in vigore l'ordinanza prefettizia del divieto di vendita di asporto di bevande alcoliche dopo le 22 e fino alle 6.

La prossima settimana in questura ci sarà una prima riunione per valutare alcuni aspetti di ordine pubblico del centro storico.

«Dopo quell’incontro – spiega il prefetto – apriremo il tavolo con Comune, università e studenti. La movida non va affrontata con l’arma dei divieti. Ma, anzi, va trasformata in un’occasione di acculturamento, di formazione e di aiuto ai giovani. Senza fucili puntati, senza divieti. Dobbiamo iniziare un percorso con i ragazzi per risolvere insieme il problema. E lo dico anche per la loro tutela. Le forze dell’ordine già lo fanno, ma ora più che mai devono intervenire sugli aspetti negativi di quello che comporta la movida. Mi riferisco allo spaccio e alla vendita abusiva di alcol».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa