Sicurezza
L’albero degli zecchini è seccato ora le multe fruttano meno soldi
Nel 2014 calo generalizzato degli incassi: a Pisa -9,38% ma a San Giuliano si arriva al -43,42% Gli sconti a chi paga subito e la crisi economica riducono gli introiti. E in città la Ztl va a singhiozzo
di Gianluca Campanella
PISA
L’adagio popolare è noto: i Comuni fanno cassa con le multe; ma ormai non è più del tutto vero. Infatti, i dati aggiornati della Banca d’Italia indicano un calo generalizzato degli incassi; se Pisa riesce in qualche modo a contenere il danno con un -9,38% nel 2014 rispetto all’anno precedente, il circondario è messo decisamente peggio: San Giuliano (-43,42%), Vecchiano (-30,75) e Calci (-61,61) vedono i loro introiti crollare, con conseguenze sui bilanci tutte ancora da verificare.
Andiamo con ordine: è il Siope (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) a darci la “brutta” notizia. Bankitalia aggiorna i dati quotidianamente e per questo, a pochi giorni dall’inizio del 2015, il cervellone è già in grado di aggregare tutti i numeri. La quantità di informazioni disponibile è enorme, ma una delle voci più interessanti è senza dubbio quella delle sanzioni: ebbene, Pisa nel 2013 aveva incassato 6.520.303,12 euro, mentre nei dodici mesi successivi è scesa a 5.908.554,43. E la parola chiave è proprio “incasso”: altro è il numero di multe in complesso elevate o la somma che avrebbero fruttato se fossero state pagate per intero. Ormai è chiaro, non sono calate le multe (o non solo), ma gli importi versati: le cause sono un mix di fattori nazionali con qualche ingrediente locale. Tra i primi, il principale è il cosiddetto “decreto del fare” (estate 2013, governo Letta): se paghi entro cinque giorni hai uno sconto del 30% sull’importo indicato. La norma era ispirata da un nobile intento: dare ai furbetti un incentivo a pagare.
I risultati sono disastrosi: chi era onesto anche prima ed è incappato per esempio in una violazione del codice della strada, ha continuato a pagare come sempre cercando di risparmiare qualcosa; quindi ha tirato la cinghia e ha anticipato il versamento ai primi cinque giorni dalla notifica. Al contrario, chi se ne infischiava un tempo… è facile indovinare. L’assessore comunale al bilancio, Andrea Serfogli, usa una sola parola per descrivere l’effetto sul conti locali: «Per noi è stata una mazzata». Altra causa è la crisi economica: nonostante le abbondanti ventate di ottimismo propinate da chi indirizza le politiche nazionali, la luce in fondo al tunnel non si vede ancora.
E le famiglie hanno risposto in due modi: primo, circolando di meno e/o stando più attente che in passato al codice della strada; secondo, quando proprio non ce la fanno, hanno provato a non pagare sperando che, se arriverà il giorno del giudizio, almeno il supplizio sia rateizzabile. Fin qui i fattori comuni a tutti; in città c’è stata un’ulteriore circostanza: le ztl sono state in parte modificate e i lavori di spostamento dei varchi elettronici hanno fatto perdere qualche giorno di servizio, perché nei primi tempi del nuovo corso, si informa e non si stanga. Ancora, altri lavori effettuati non dal Comune hanno occupato e chiuso proprio alcuni ingressi delle zone a traffico limitato: ciò potrebbe aver causato un flusso minore di veicoli e diversi inconvenienti.
Eppure a Pisa ha perso di meno in percentuale. Non solo: dividendo l’incasso per la popolazione, sotto la Torre si ottiene il valore pro capite più alto. E qui conta un altro adagio, quello che il sindaco Marco Filippeschi ripete da anni: «Siamo una città di novantamila residenti, ma popolata da centocinquantamila persone». Tra ospedali, caserme e turisti, i servizi erogati e le violazioni commesse salgono. Il dato pro capite è solo indicativo, quando pagano tutti: c’è qualche difficoltà in più per gli stranieri, ma alla fine il pisano medio nel 2014 ha pagato meno di 68 euro in sanzioni.
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