Fuga d’amore a lieto fine i fidanzatini sono tornati
La telefonata ai carabinieri: «Siamo a casa». La ragazzina portata in un centro Obbligo di dimora per il giovane accusato di sottrazione di minore e atti sessuali
PISA. Sedici giorni in fuga tra appelli e denunce. E un ritorno a Pisa che li ha visti prendere strade diverse. Ma che un giorno torneranno a incrociarsi di nuovo. Lei è stata affidata a una casa famiglia. Lui ha ricevuto la notifica della misura cautelare dell’obbligo di dimora a Pisa con divieto di uscire di casa dalle 22 alle 6 per i reati di sottrazione di minore consenziente e atti sessuali con minore di 14 anni consenziente.
Omettiamo i nomi perché ormai sono cessati i requisiti di urgenza della notizia. La ragazza, secondo la legge, è parte offesa e va protetta. Si tratta, peraltro, di una esplicita norma contenuta nella Carta dei doveri del giornalista. Niente nome anche per il denunciato e questo serve a proteggere la minore.
Finisce senza traumi la storia dei fidanzatini, lui maggiorenne dal settembre scorso, lei quattordicenne da novembre, spariti il 30 dicembre scorso.
Erano le 18,30 di ieri quando il cellulare del comandante della Compagnia dei carabinieri, maggiore Stefano Bove ha squillato. Dall’altra parte dell’apparecchio il 18enne con cui la studentessa era scappata. «Siamo a casa mia» ha detto all’ufficiale dell’Arma che ha seguito la “trattativa” per il rientro.
La casa del ragazzino è un alloggio Apes di un quartiere popolare. I carabinieri li avevano attesi alla stazione fino alle 17,30. L’arrivo con il treno era stato annunciato almeno tre volte. E ogni volta, complice anche il caos innescato dalla strage di Parigi, i trasporti in Francia avevano subìto diverse rigidità nei controlli. Sì, perché i due innamorati per oltre due settimane sono stati ospitati dei parenti di lui, nel sud della Francia, dalle parti di Montpellier.
Lo hanno detto loro perché alla gendarmeria, informata dai carabinieri del caso, la presenza non è mai risultata. Ma tant’è. Ormai la vicenda, nei suoi aspetti da codice penale, è rientrata nel perimetro delle misure cautelari applicate su disposizione del gip. Giuseppe Laghezza. Resta l’aspetto privato dei rapporti conflittuali tra mamma e figlia alla base di una fuga che dà conto di un legame e anticipa quello che sarà il rapporto intenso tra i due fidanzatini.
Gli appoggi non sono mancati alla coppietta che è apparsa tranquilla e senza alcun timore per le conseguenze del gesto che ha avuto una eco nazionale.
Che potesse essere il giorno buono, i carabinieri lo hanno capito dalle 7 di ieri. Il telefonino del maggiore Bove ha ricevuto una chiamata del diciotto.
«Siamo a Ventimiglia, appena possiamo prendiamo un treno e torniamo a Pisa» ha promesso il ragazzo. I militari gli hanno voluto credere per l’ennesima volta. L’appello-minaccia della Procura, il caso è stato seguito dal sostituto Antonio Giaconi, di riportare a casa la minorenne altrimenti sarebbe scattato l’arresto internazionale, può aver giocato un ruolo decisivo.
La ragazzina è stata affidata ai servizi sociali e ora si trova, in via provvisoria, in una casa famiglia, in attesa di chiarire contesto familiare e possibile permanenza con la mamma. Lui è stato portato in caserma per la notifica dell’obbligo di dimora nel comune di Pisa. La fuga dei fidanzatini è stata solo interrotta.
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